Addio Rdc, arriva la Mia Ecco chi ci perde di più

I 39mila beneficiari abruzzesi scenderanno a 8.100 con tagli degli assegni Pubblichiamo la tabella che mette a confronto tutte le cifre di prima e dopo
PESCARA. A partire da settembre, la Misura di inclusione attiva sostituirà il Reddito di cittadinanza. La nuova sovvenzione a favore dei più poveri sarà erogata alle famiglie tramite una carta di pagamento elettronica ricaricabile chiamata “Mia card”. La tabella che pubblichiamo qui a destra mette a confronto i due sussidi, Rdc e Mia, i cui importi cambiano sostanziale. Gli interessati possono quindi vedere di quanto diminuiranno gli aiuti. Ma non è l’unica differenza che riduce sostanzialmente la platea che, nel caso dell’Abruzzo, dovrebbe passare dagli attuali 39.000 ad appena 8.100 beneficiari. Vediamo perché.
La premessa è che per ottenere la Mia, i richiedenti dovranno essere innanzitutto essere in Italia da almeno cinque anni, con gli ultimi due anni continuativi. Passiamo alla serie di requisiti che inevitabilmente imporranno anche nella nostra regione la riduzione del numero dei percettori.
I REQUISITI.
Il nuovo beneficio sarà concesso a due tipi di nuclei familiari: quelli con almeno un membro disabile, minorenne o di età superiore ai 60 anni, e quelli senza membri disabili, minori o con almeno un membro di età superiore ai 60 anni. Il diritto alla Mia scatta quando il nucleo familiare ha un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) di 7.200 euro e un reddito familiare non superiore a 6.000 euro. Il valore dei beni immobili, diversi dalla residenza principale, non deve superare i 30.000 euro, e il valore della residenza primaria ai fini dell’Imu non deve superare i 150.000 euro.
Il valore massimo del patrimonio mobile, come definito ai fini Isee, è pari a 6.000 euro, più 2.000 euro per ogni componente aggiuntivo del nucleo familiare fino a un massimo di 10.000 euro. Può essere ulteriormente incrementato di 1.000 euro per ogni figlio dopo il secondo figlio (i massimi sono ulteriormente aumentati di 5.000 euro per ogni socio disabile e di 7.500 euro per ogni socio in condizione di grave disabilità o non autosufficienza).
NELLA SOSTANZA.
Il sussidio Mia di fatto consiste in un’integrazione del reddito familiare fino a 6.000 euro all’anno. La soglia aumenta del 40% per ogni socio di età superiore ai 18 anni che non percepisce l’indennità unica, fino ad un massimo del 220% in presenza di soci con grave disabilità o non autosufficienza. A differenza del Reddito di cittadinanza, i figli minori non sono conteggiati nella scala di equivalenza perché ricevono l’assegno unico.
Per ogni figlio minorenne sarà concesso un pagamento mensile aggiuntivo di 50 euro. Inoltre, non è previsto alcun supplemento per le rate dell’affitto o del mutuo per l’abitazione principale.
LE VERIFICHE.
Una volta fatta la domanda per beneficiare di Mia, verranno effettuati controlli a dati incrociati per verificare la situazione patrimoniale di ognuno. I nuclei familiari privi di occupabili verranno comunque indirizzati verso percorsi di inclusione sociale dai propri Comuni, mentre gli occupabili verranno dirottati verso centri per l’impiego, dove dovranno sottoscrivere un patto personalizzato al fine di poter ottenere la Mia.
IL CONFRONTO.
Una delle fondamentali differenze tra la Mia e il Rdc è indubbiamente l’abbassamento della soglia Isee per poter accedere al sussidio. Si passerà infatti da una soglia di 9.360 euro a una soglia, come si diceva, di 7.200 euro.
Questo significa che una larga fetta di beneficiari, che attualmente rispondono ai requisiti per poter accedere al sussidio, a settembre verrà invece tagliata fuori.
Ma vi è però un risvolto positivo rispetto al Reddito di cittadinanza: verrà corretta la cosiddetta scala di equivalenza, che è quella che fa aumentare l’importo del sussidio in base al numero dei componenti la famiglia, così da fornire supporto ai nuclei numerosi.
Un altro requisito a subire modifiche è quello della residenza in Italia da 10 anni, che scende invece a 5. Un modo forse per controbilanciare il taglio subìto da quanti resteranno esclusi dalle soglie Isee, perché sotto l’aspetto residenza, a essere incluse saranno molte più persone prima escluse.
DURA DI MENO.
Veniamo alla durata del sussidio. Se per ciò che riguarda il Reddito di cittadinanza, la sua durata è di 18 mesi, e può essere richiesto senza limitazioni sul numero di volte con una pausa di un mese per la presentazione di una nuova domanda, così non sarà per la nuova Misura di inclusione attiva. Occorre infatti operare un distinguo tra coloro che ne potranno beneficiare, e cioè famiglie in cui è presente almeno un disabile, un minorenne, o un over 60, e famiglie in cui non sono presenti disabili, minorenni, over 60.
Nel primo caso, Mia sarà erogata per 18 mesi, e sarà rinnovabile per altri 12 previo un mese di stop. Nel secondo caso, invece, sarà erogata per 12 mesi, e sarà rinnovabile una sola volta per 6 mesi, previo stop di un mese. Dopo di che, per presentare una nuova domanda, dovranno trascorrere 18 mesi.
PRENDERE O LASCIARE.
Infine con Mia, alla prima proposta lavorativa congrua rifiutata, si decade dal beneficio. Per proposta “congrua” si intende qualsiasi proposta lavorativa che abbia sede dei confini della propria provincia di residenza, (o al massimo in quelle limitrofe) e che abbia come oggetto un contratto della durata di almeno trenta giorni.
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