«Addio Roberta, ragazza di talento e creatività»

Claudio Palma e l’ex assessore Partipilo ricordano l’artista 33enne morta a Barcellona: «Geniale e piena di vita». Entro lunedì il rientro del feretro a Silvi
PESCARA. «Una ragazza piena di passioni e grande talento». Anche quando era solo una ragazzina e frequentava il primo liceo Classico, sezione F, Roberta D’Orazio, la 33enne di Silvi, mamma, scrittrice e attrice teatrale morta in circostanze non chiare lunedì scorso a Barcellona, dimostrava curiosità e infinite passioni letterarie. Dalla Spagna, la salma sta rientrando a Silvi, accompagnata dalla mamma Riccarda, dalla sorella Marina e la figlia Luna e da Alessandro, un amico. L’arrivo del feretro, previsto inizialmente per la giornata di ieri, slitterebbe a lunedì.
I ricordi dell’ex preside del D’Annunzio Claudio Palma si riaccendono alla notizia della morte, in terra di Spagna dove la giovane viveva da alcuni anni, della sua giovanissima allieva: «Mi ricordo di lei, era spigliata, forse ha frequentato anche i corsi di teatro e di scrittura creativa della professoressa Silvia Sanvitale», rimembra l’ex dirigente alla guida dell’istituto dal 1990 al 2004, «con così tante passioni, era di sicuro un grande talento». All’epoca era una studentessa bambina che portava in grembo Luna, la figlia adorata che aveva «fortemente voluto», secondo l’opinione degli amici, e per la quale aveva sfidato le convenzioni sociali recandosi a scuola ogni giorno col pancione, fino alla nascita della piccola che oggi è una giovane donna.
Il preside Palma ricorda la «preoccupazione dei genitori» per quell’evento inatteso che avrebbe potuto destabilizzare il destino di una ragazza che sbocciava alla vita o dei compagni di classe «ma quando appresi della gravidanza ne fui molto felice e tranquillizzai la famiglia. Feci di tutto per far restare a scuola Roberta e non farla andare via».
Il resto è storia. Roberta portava Luna sempre con sé, anche quando studiava recitazione alla Artis scuola di teatro dei Colli, come ha ricordato ieri il fondatore della struttura artistica, Bruno Leombroni. Roberta era assetata di sapere. Leggeva, scriveva sulle community web di mezza Italia e anche spagnole, recitava nei teatri e nei localini della movida serale pescarese. Era molto conosciuta negli ambienti intellettuali della città. Anche a Silvi, doveva viveva con la famiglia, era operosa e piena di entusiasmo.
«Era geniale» così la ricorda Vito Partipilo, di origini baresi, assessore comunale al Turismo fino al 2017, «una ragazza piena di vita con tanta voglia di fare, di creare. Veniva da noi al Comune di Silvi e proponeva sempre nuovi progetti, anche quando tornava da Barcellona. Grazie al suo entusiasmo culturale abbiamo messo in piedi una serie di spettacoli teatrali itineranti e un evento benefico con letture tratte dai libri di Tiziano Terzani. Erano gli anni dal 2014 al 2016».
L’ultima volta, Partipilo e l’artista silvarola si sono incrociati «a Natale, in un locale della zona, era sempre piena di idee, voleva ancora organizzare qualcosa col Comune, mi disse che stava collaborando con alcune testate online e stava scrivendo un altro romanzo, ma non ha anticipato nulla sull’argomento. Ultimamente aveva incontrato anche Giovanni Di Iacovo» vice sindaco uscente al Comune di Pescara. Notizia confermata dallo stesso Di Iacovo che sui social ha scritto: «Eravamo a pranzo insieme appena una settimana fa e il cielo pareva sereno».
Gli amici di una vita sono increduli e smarriti. Christian Carano, musicista, creatore con Alessio Romano del progetto “La compagnia della Polvere”, scrive al Centro: «È tutto assurdo e irreale. In ognuno di noi esistono uno, nessuno e centomila sfumature, come diceva Pirandello. Roberta era, in questa arte del mimetismo, bravissima. Si adattava alla persona che aveva di fianco al momento, quasi prendendone i colori e facendoli suoi. Il punto, di certo, più reale è la sua condizione “amorevole” per cui ogni piccolo e insensato gesto andava compiuto nella piena cognizione di questo sentimento che è dell’uomo. L’amore prima di ogni altra cosa sulla terra, questo era Roberta».
Dai social l’ultimo saluto del professor Saverio Santamaita, pedagogo e filosofo pescarese: «Sono senza parole» è il suo sentimento», «una delle studentesse più brillanti che abbia avuto, un'intelligenza vivace e aperta, una persona solare».

