Adele Pavone: mio fratello ha avuto giustizia

17 Luglio 2015

La sorella dell’ingegnere: ho guardato Gagliardi negli occhi una volta, ma è rimasto impassibile

PESCARA. «Ci speravo, sono contenta». Adele Pavone, la sorella dell’ingegnere ucciso, scoppia in lacrime, insieme con l’altro fratello Rocco arrivato dal Venezuela, quando il giudice Maria Carla Sacco legge la sentenza. «È andata come volevamo noi, siamo soddisfatti, anche se la paura c’era. Certo, la sentenza non mi ridà mio fratello, ma almeno ho mantenuto la promessa che gli ho fatto dal giorno che quel colpo alla testa l’ha mandato in coma: fare giustizia. E giustizia c’è stata», dice Adele che dall’inizio di questa tragedia, prima con i 13 mesi di coma e poi in questi ultimi otto mesi di lutto, affiancata dall’avvocato Marino Di Felice non ha mai smesso di lottare per dare un nome e un volto all’assassino del fratello minore.

«Me lo sentivo che andava così», confida, «perché oggi sono otto mesi che è morto Carlo e lui stesso, sono sicura, ha guidato tutti da lassù». Una soddisfazione che non basta, però, a colmare il vuoto: «Il momento più brutto», va avanti, «è stato proprio ieri (mercoledì ndr), «sentire dire tutte quelle stupidaggini su mio fratello durante il processo mi ha fatto male, ma l’importante è che è andata com’è andata. E a nome di tutta la nostra famiglia ringrazio la giustizia, la dottoressa Sacco e la dottoressa Mantini, i carabinieri, i Ris, tutti quanti hanno fatto un bellissimo lavoro, il massimo».

Quanto alla cognata Raffaella, alla vedova del fratello, Adele Pavone si limita a dire: «Ai processi non è venuta mai. È andata via da casa il giorno che è morto mio fratello e non l'ho vista più». E Gagliardi? «Con Gagliardi ci siamo guardati negli occhi la prima volta, ma è rimasto impassibile, neanche un cenno. Come ha fatto alla lettura della sentenza. Mi è sembrato che si è coperto gli occhi, io mi sono messa a piangere».

«Speriamo che da oggi ricomincia la nostra vita», conclude, «sono tranquilla, per me è tanto questa sentenza, e per mio fratello pure. Oggi non posso, ma andrò subito da Carlo dov’è sepolto, nella nostra cappella di famiglia». Ed è proprio per il fratello ucciso per quel colpo esploso alla vigilia di Halloween, mentre andava a buttare la spazzatura, che Adele ha l’ultimo pensiero: «Alla fine, oltre a tutto, la cosa che mi fa male è sapere quanto ha sofferto mio fratello negli ultimi mesi di vita, in silenzio, per amore dei figli. Di tutto quello che stava passando non aveva detto niente a nessuno, per non farci soffrire». (s.d.l.)

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