«Adesso rendete le scuole sicure»

28 Febbraio 2021

D’Alberto chiede vaccinazioni a tappeto durante la chiusura

TERAMO. Un protocollo per riaprire le scuole in sicurezza e vaccinazioni a tappeto sul personale scolastico. È la richiesta fatta da Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo e presidente regionale dell’Anci, a fronte della decisione del governatore Marco Marsilio di chiudere le scuole (dalle elementari alle superiori) sul territorio regionale.
«La chiusura delle scuole per motivi sanitari non sia il segno di una resa istituzionale ma uno strumento per intervenire subito e consentire ovunque, la ripresa rapida in presenza e in sicurezza», spiega D’Alberto. «Facciamo sì che il tempo forzato della chiusura delle scuole non si traduca in un ulteriore periodo improduttivo, ma diventi una opportunità significativa per cominciare ad uscire dalle sabbie mobili in cui la pandemia ciclicamente ci fa ripiombare. La decisione del presidente Marsilio può e deve diventare una occasione per adottare finalmente misure richieste ed imposte dalla situazione, e non deve tradursi nell’ennesimo sacrificio fine a se stesso chiesto a studenti e famiglie».
Sono due gli indirizzi, secondo D’Alberto, su cui è necessario muoversi. «Intanto vanno rivisti e attualizzati all’evoluzione dei fatti i protocolli sanitari, adeguandoli alle varianti del virus che costituiscono ormai la nuova grande insidia dell’epidemia», afferma il presidente regionale dell’Anci. «Contestualmente, anche in virtù del vuoto di attività che inevitabilmente è determinato dalla chiusura delle aule, vanno completate le campagne di prelievo dei tamponi e di vaccinazione a tappeto dell’intera popolazione scolastica, comprendendo anche i nidi e le scuole dell'infanzia. La questione reale», aggiunge D’Alberto, «continua ad essere non quella della mera chiusura delle scuole ma come procedere alla riapertura delle stesse, facendo in modo che una volta che si rientri nelle classi, questo possa verificarsi nella massima tutela di tutti coloro che varcano le soglie dei portoni scolastici. Il rischio più alto, oggi, è quello di far risultare tali decisioni incomprensibili alla popolazione ed ancor di più ai più giovani: davanti a messaggi contrastanti delle istituzioni, è assai probabile che si generi un clima di sfiducia e rigetto verso le nuove restrizioni imposte».
«Se non verrà messo in campo tutto quanto sopra riportato in materia di protocolli, tracciamento e vaccinazioni», si domanda D’Alberto, «come riusciremo a spiegare ai ragazzi il perché delle scuole chiuse, mentre molte altre attività restano aperte? Non dobbiamo concepire il nuovo provvedimento di chiusura come una resa», conclude, «ma come una risposta capace di far superare le difficoltà, affrontandole e trovando le risposte adeguate». (g.g.)