Afa da record, il caldo provoca 2 vittime

8 Agosto 2018

Le vittime sono un 62enne di Montesilvano e un 88enne di Città Sant’Angelo, entrambi con problemi di salute

MONTESILVANO. Il caldo di questi giorni, con il tasso di umidità alle stelle, potrebbe aver influito sulle condizioni di due persone che ieri sono morte nel giro di poche ore, tra Montesilvano e Città Sant’Angelo. Arresto cardiocircolatorio, hanno stabilito gli equipaggi del 118 che hanno raggiunto i due e hanno eseguito la procedure per la rianimazione, senza ottenere però gli effetti sperati.
Il primo allarme per il 118 - che in questi giorni di afa ha aumentato il numero degli interventi - è arrivato da Montesilvano dove un uomo di 62 anni, P.P., ha avuto un malore mentre si trovava in campagna, in via Alcide De Gasperi. Fino all’ultimo si è sperato che potesse farcela ma i tentativi del 118 non sono serviti, purtroppo, a strappare l’uomo alla morte.
Una situazione simile, nella sua drammaticità, si è ripetuta a Città Sant’Angelo, stavolta in una abitazione. In questo caso l’intervento del 118 è stato sollecitato per un uomo di 88 anni, V.D.G.. Anche per l’anziano gli addetti del 118 hanno portato avanti i tentativi di rianimazione. Ma il suo cuore ha smesso di battere per sempre.
In entrambi i casi le patologie pregresse, legate anche a problemi cardiaci, potrebbero aver influito sul malore che poi ha portato al decesso. E anche le temperature di questi giorni potrebbero aver avuto un peso. Il caldo e l’umidità, in particolare, causano una «peggiore funzionalità cardiaca» specie se si ha a che fare con «un cuore malandato», spiega il primario del reparto di Geriatria dell’ospedale di Pescara, Emilio Simeone, che ieri ha registrato di nuovo il pieno (67 ricoverati su 52 posti disponibili) e ha dovuto sistemare otto letti in corridoio, visto che i quelli a disposizione erano tutti pieni ed è stata anche chiesta ospitalità in altri reparti.
«Bisogna vedere quali sono le cause delle morte e se le coronarie erano compromesse», specifica Simeone sottolineando che «il cuore si affatica di più» quando le temperature sono alte. E poi perdendo potassio, con la sudorazione, «si crea un pericolo per il cuore».
Non solo i cardiopatici sono a rischio con il caldo eccessivo ma tutti coloro che hanno una patologia cronica, ad esempio «il diabete, l’ipertensione, il parkinson, la sclerosi o un’alterazione alla tiroide», per fare alcuni esempi. In questi casi «c’è una suscettibilità al calore» maggiore rispetto al resto della popolazione.
Simeone invita a non esporsi al caldo eccessivo, a raffreddare il corpo bagnandosi con l’acqua, ad non alimentarsi in maniera pesante e a preferire frutta e verdura e acqua non gelata né gasata. L’ambiente va areato il più possibile, con l’aria condizionata o tenendo le finestre aperte.