Affittano a prostitute: denunciate

Madre e figlia nei guai per una casa in via Lago di Bomba data in locazione in nero
MONTESILVANO. Un continuo via vai di uomini ha insospettito i carabinieri e, con il passare delle settimane, è emerso chiaramente che in quell’appartamento dei palazzi gemelli, in via Lago di Bomba, esistesse una casa di appuntamenti.
All’interno c’erano tre donne, tutte straniere, e come pensavano i militari dell’Arma quelle stanze venivano utilizzate per esercitare la prostituzione. Per questo motivo le proprietarie dell’alloggio, madre e figlia, sono state denunciate a piede libero e la casa è stata liberata dalle tre donne. Gli accertamenti effettuati dai militari dell’Arma, coordinati dal capitano Vincenzo Falce, hanno consentito di appurare che l’alloggio era di proprietà di due donne, la madre 42enne di origini partenopee e la figlia 18enne, di Montesilvano.
Sapevano bene che, affittando alle tre straniere, la casa sarebbe stata utilizzata per esercitare il mestiere più antico del mondo, ma sono andate ugualmente avanti nell’affare e hanno chiesto un migliaio di euro al mese come corrispettivo dell’affitto, tutto in nero. Andando a fondo nella questione, nel giro di un mese e mezzo gli uomini dell’Arma hanno appurato come stavano le cose e hanno segnalato le proprietarie dell’appartamento per favoreggiamento della prostituzione mentre le occupanti sono state costrette a fare le valigie: sono due romene di venti anni e una bulgara di 34 anni.
Sempre i carabinieri di Montesilvano hanno arrestato, domenica sera, una 47enne di Pescara, Maria Spinelli, residente in via Lago di Borgiano. Si aggirava in via Bradano, nonostante sia una sorvegliata speciale di pubblica sicurezza e non possa muoversi dal capoluogo adriatico. La pattuglia l’ha notata in strada, controllata e poi arrestata.
Flavia Buccilli
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