Aggredisce due commercianti e scatena il panico tra le auto

30 Novembre 2022

Il senegalese di 30 anni ha fatto irruzione nella boutique Tenerelli: «Ci ha spinto, urlava, era una furia» Poi è corso in strada e si è spogliato, tentando di entrare nelle auto: bloccato da finanzieri in borghese

PESCARA. La follia, ieri mattina, alle 11, è esplosa in viale Marconi per senegalese di 30 anni, in evidente stato di agitazione.
Come una furia, è entrato all'interno del negozio di abbigliamento Tenerelli, all’angolo con via Mazzarino, urlando, buttando a terra qualunque cosa e spintonando le due proprietarie. Poi è uscito, si è spogliato e ha iniziato a correre verso le macchine ferme vicino alla rotatoria, provando ad aprire con tutta la forza gli sportelli degli automobilisti barricati dentro. Per fortuna, in zona c’erano dei finanzieri in borghese e, con non poca difficoltà, lo hanno bloccato. Di lì a poco sono arrivate anche due pattuglie della squadra volante e lo hanno portato prima in questura e poi in ospedale. Nel tentativo di contenere lo stato di agitazione psicomotoria, i due agenti intervenuti hanno riportato lesioni guaribili in 30 e 5 giorni.
Il tutto è avvenuto davanti agli occhi increduli di automobilisti, passanti e residenti, alcuni dei quali hanno filmato con i telefonini la scena diventata subito virale. Ma più incredula e spaventata di tutti, e anche arrabbiata, è Fabiana Tenerelli, la titolare del negozio in cui il giovane ha fatto irruzione. A raccontare quei momenti di terrore è lei stessa, molto conosciuta nella zona anche per essere la presidente del Comitato Salviamo Viale Marconi composto da cittadini e residenti che non condividono il progetto di trasformazione della strada a quattro corsie promosso dal Comune.
«Insieme a me», racconta ancora sotto shock, «c’era mia madre. Se quel ragazzo avesse avuto in mano in quel momento un taglierino, un coltello, o un’arma qualunque, viste le condizioni in cui era, ci avrebbe ammazzato. A quest’ora saremmo morte. Non è possibile alle 11 del mattino subire quello che abbiamo subito noi. Da oggi in poi sarò costretta a chiudermi a chiave nel negozio. Per entrare, i clienti dovranno bussare. Ecco come siamo ridotti».
Tenerelli lamenta anche il fatto che nessuno sia corso ad aiutare lei e la madre. «Siamo uscite dal negozio urlando “aiuto, aiuto”, ma nessuno è intervenuto. La nostra fortuna è che nei paraggi ci fossero i finanzieri. Non so, altrimenti, cosa sarebbe accaduto». Quindi la commerciante ripercorre, attimo per attimo, quegli interminabili minuti di follia. «Ad un certo punto», riprende, «abbiamo visto entrare come una furia questo ragazzo, grosso e alto il doppio di me. Urlava “carabinieri, carabinieri”, frasi senza senso e nella sua lingua. Si percepiva che non era lucido, era come se davanti a sé non vedesse nessuno, era completamente annebbiato. Mentre gridava, buttava giù i mobili, i vestiti e ci spintonava. Sia io che mia madre siamo cadute. Io mi sono fatta male a un ginocchio. Per fortuna nulla di grave. Appena abbiamo potuto, ci siamo precipitate fuori, urlando e sperando che qualcuno ci desse una mano. Invece, niente. Quindi è uscito anche lui, si è tolto prima la maglia e poi i pantaloni, e mezzo nudo ha cominciato a correre in mezzo alla strada. Davanti all'armeria, è stato bloccato. Adesso», ribadisce, «ho paura a stare da sola in negozio».
Più volte, insieme agli altri commercianti e residenti della zona, Tenerelli ha denunciato come con le quattro corsie viale Marconi sia diventata un deserto. «Adesso è un’arteria dove non si può camminare, non si può parcheggiare, non si può andare in bici e non è più anti-smog, perché sono stati ripristinati i semafori e ce ne sono anche più di prima, la maggior parte all’altezza delle rotatorie, dove fra l’altro si rischiano tamponamenti a catena»
Alla fine il 30enne, su indicazione del personale del 118 intervenuto sul posto, è stato accompagnato in ospedale e denunciato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
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