Aggredita e minacciata con l’alcol 20 minuti di terrore in un palazzo

29 Luglio 2021

Una donna afferrata per i capelli nel locale contatori del condominio e seviziata con forbici e siringa L’agguato mentre va a lavorare in banca a Pescara. Adesso è caccia a un folle dall’aspetto trasandato

MONTESILVANO. Afferrata per i capelli, trascinata nel vano contatori del condominio e poi seviziata con un paio di forbici e una siringa, sotto la minaccia di alcol e accendino, mentre era costretta a tenere il volto infilato in una busta. Sono stati 15-20 minuti di terrore puro quelli che una donna di 51 anni di Montesilvano ha dovuto subire ieri mattina da uno sconosciuto, un uomo di circa cinquant’anni dall’aspetto trasandato che si è presentato in un condominio di via Martiri Pennesi, attorno alle 7.15, quando la malcapitata stava uscendo per andare a lavorare in banca, a Pescara. E invece è stata bloccata e sequestrata in uno sgabuzzino del palazzo in cui vice, a poca distanza da marito e figli che aveva lasciato a casa a dormire, ignari della violenza che si stava consumando.
L’ha soccorsa un condomino, che ha sentito i lamenti, e poi si è rivolto al 118 per far trasportare la 51enne in ospedale, farla medicare e curare, e in quegli istanti è partita anche la segnalazione ai carabinieri di Montesilvano, coordinati dal capitano Donato Agostinelli, che hanno dato il via subito alla caccia all’uomo, andata avanti incessantemente, purtroppo senza esito.
Tutto comincia quando la 51enne, prima di uscire dall’edificio dove vive, si accorge che la porta dell’ascensore non si chiude, a piano terra: è stata bloccata con una bottiglia di plastica. Si china per spostarla e in quell’istante viene aggredita alle spalle, afferrata brutalmente per i capelli, trascinata nel vano contatori. Un uomo con mascherina e cappellino da baseball le dice, con accento locale, che vuole giocare con lei. Solo questo, nient’altro. Ed è lì che il suo gioco macabro comincia. Tira fuori le forbici e taglia i capelli alla donna, ma per evitare che la sua vittima si lamenti le tappa la bocca con un nastro adesivo nero, largo circa 5 centimetri, dopodiché prende una siringa ancora sigillata, la scarta e comincia a punzecchiare la donna. Non vuole essere osservato, per cui copre la testa alla 51enne con una busta. Il suo gioco si fa sempre più macabro, sempre più pericoloso, da togliere il fiato.
Continua ad armeggiare per torturare la malcapitata: dalla borsa della vittima tira fuori dell’alcol, che la donna avrebbe portato in ufficio, e lo usa per bagnarle le gambe. A quel punto impugna un accendino ma, per fortuna, non avvicina la fiamma al corpo della 51enne. La tortura sembra non finire mai e che si interrompe solo quando l’uomo si allontana dallo sgabuzzino, forse dopo essersi accorto che qualcuno sta scendendo le scale (non potendo usare l’ascensore). Un condomino scopre che in quel locale accade sta accadendo qualcosa, scopre la donna, l’aiuta e fa arrivare l’ambulanza, ma il suo aggressore è già andato via. La donna è sconvolta, terrorizzata, confusa, piange. Nei minuti e nelle ore successive racconta un po’ per volta della sua paura di morire, per quello che le è accaduto, e ripete che non riusce a darsi una spiegazione per tanto disprezzo, tanta violenza gratuita.
In ospedale viene medicata e dimessa (ne avrà per 21 giorni) poi raggiunge la caserma dei carabinieri, dove racconta tutto, ripercorre attimo per attimo e dice, ancora sotto shock, che nessuno l’ha mai avvicinata, prima di ieri mattina, per minacciarla o farle delle avance. I carabinieri, durante un sopralluogo nel palazzo, recuperano l’accendino usato dall’uomo e la siringa. Cercano tracce, confidano di scorgere il volto del responsabile nelle telecamere della zona, sperano nella testimonianza di chi potrebbe aver visto arrivare o andare via quell’uomo dall’aspetto dimesso che forse, chissà, ha preso di mira la 51enne fino ad invaghirsene e a farle scattare una trappola in casa, bloccando l’ascensore.