Aggressione in palestra, scatta l’arresto

10 Agosto 2022

Il 48enne è accusato di stalking. Minacce continue alla 21enne per gelosia: non ho niente da perdere, ti sparo alle gambe

PESCARA. Era diventato uno stalker. In palestra, mentre si allenavano, controllava continuamente la giovane per la quale aveva perso la testa e si mostrava tremendamente geloso, al punto da chiederle di non uscire con nessuno se non con lui. Il 27 luglio, poi, l’albanese Edmond Xhafa, 48 anni, ha aggredito brutalmente la 21enne, picchiandola proprio in palestra, sotto l’occhio elettronico delle telecamere che hanno ripreso tutto. Ora per lui è scattato il provvedimento di arresto che gli è stato notificato dai carabinieri in carcere, dopo è rinchiuso per un’altra vicenda: nei giorni scorsi sempre i carabinieri lo hanno trovato a casa di un amico, che lo ospitava per gli allenamenti, e la perquisizione ha permesso di scovare dentro a una cassaforte una pistola automatica calibro 10 con 58 cartucce e sul tavolo della cucina 160 grammi di cocaina, materiale per il confezionamento e un bilancino, e 15 fiale di steroidi anabolizzanti e farmaci. È scattato l’arresto per entrambi e di fronte al gip Nicola Colantonio, lo stesso che ora ha disposto l’arresto per stalking, l’albanese si è avvalso della facoltà di non rispondere mentre l’amico che lo ha ospitato, Fabrizio Zaramelli, ha chiarito di non avere niente a che fare con il materiale che l’altro ha portato in casa sua, come aveva già detto agli uomini dell’Arma, coordinati dal capitano Giovanni Rolando. Con il nuovo provvedimento di arresto, chiesto dal pubblico ministero Benedetta Salvatore, «i carabinieri e la magistratura hanno restituito tranquillità ad una giovane donna e alla sua famiglia», spiegano i militari del comando provinciale, guidati dal colonnello Riccardo Barbera.
Le indagini sull’aggressione nella palestra Audacia di Porta Nuova, hanno portato ad accertare che avrebbe le sue «condotte persecutorie» nei confronti della 21enne. E cioè l’avrebbe «aggredita verbalmente ogni qualvolta la vedeva parlare in palestra con un ragazzo, pretendendo spiegazioni», e poi l’avrebbe «controllata continuamente, dicendole che doveva starsene a casa e che non doveva uscire con nessuno se non con lui», oltre ad «insultarla e a minacciarla», assicurandole che «se l’avesse vista in giro con qualche ragazzo le avrebbe sparato ad una gamba», e d’altronde una pistola ce l’aveva, così la giovane «non avrebbe potuto più allenarsi». Tra l’altro diceva che lui «non aveva niente da perdere». E proprio «per gelosia è arrivato a lanciarle contro un manubrio da 12 chili, che la giovane ha schivato». Ma il 27 luglio i colpi di Xhafa sono andati a segno: la 21enne è stata raggiunta da un pugno al viso, è caduta, l’uomo l’ha rialzata tirandola per i capelli e ha sferrato un pugno in testa, un calcio al braccio ed uno sulle gambe. È finita in ospedale, con una prognosi di 22 giorni.