Agricoltori, la protesta fa scattare il decreto

Riconosciuto lo stato di calamità, ma potrebbe anche non bastare
PESCARA. La protesta degli agricoltori abruzzesi cresce e rischia di esplodere in lotta come accade in Francia. Il governo interviene per mettere un argine alla disperazione e alla rabbia. E sul filo di lana il ministro, Francesco Lollobrigida, firma due decreti che riconoscono lo stato di calamità naturale, dando il diritto ai risarcimenti, e congelano le rate dei mutui per i prossimi due anni.
SCESI IN STRADA
L’annuncio del presidente della Regione, Marco Marsilio, arriva in serata, al termine di un’altra lunga giornata di protesta degli agricoltori abruzzesi.
Dalla Marsica alla Val Vibrata, da Pescarese al Chietino: i trattori sono scesi in strada affollando gli svincoli dell’A24, A25, A14 e il mercato ortofrutticolo di Cepagatti (vedi gli articoli nelle cronache). È una protesta che monta ovunque in Italia ma che in Abruzzo prende le mosse anche dai danni ingenti del maltempo di maggio e giugno scorsi e da un’attesa infinita da parte di migliaia di aziende agricole.
IL VINO PER IL MINISTRO
«Lollobrigida ha firmata il decreto che riconosce lo stato di calamità naturale per l'agricoltura abruzzese», dichiara in un video Marsilio al termine di una riunione che si è tenuta al Ministero dell'Agricoltura a Roma, alla presenza del ministro, del sottosegretario Luigi D'Eramo, del vice presidente della Regione Abruzzo e Assessore all'Agricoltura, Emanuele Imprudente, e numerosi rappresentanti del settore agricolo abruzzese, che nel video compaiono tra i politici in un clima apparentemente disteso. Come quando l’imprenditore Alessandro Nicodemi porge in dono a Lollobrigida due bottiglie di vino abruzzese.
COSA ACCADE
Il decreto, ha spiegato Marsilio, «è il risultato di un accurato lavoro di documentazione fornita dalla Regione Abruzzo al Ministero. Questo riconosce ufficialmente lo stato di calamità naturale, un passo cruciale per attivare le misure di supporto necessarie agli agricoltori colpiti».
L’atto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro 15 giorni. Seguiranno 45 giorni nei quali le aziende agricole potranno presentare all'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) la documentazione necessaria per la richiesta di risarcimento dei danni. E per quanto invece riguarda la seconda misura, quest’ultima prevede due anni di sospensione dei mutui per le aziende danneggiate dal maltempo.
I criteri per il risarcimento terranno conto dell'incidenza del danno sul territorio, riconoscendo l'Abruzzo come la regione più colpita in Italia dalla peronospora, e quindi destinataria della maggior quota dei fondi per il risarcimento. Marsilio ha inoltre evidenziato che: «Il decreto esenta gli aiuti previsti dalla notifica all'Unione europea per gli aiuti di Stato. Questo evita una lunga negoziazione con la Commissione europea, permettendo un intervento più rapido e diretto dallo Stato italiano».
I COMMENTI A CALDO
Per il presidente della Regione si tratta di un intervento «tempestivo, efficace e importante». E per Mauro Febbo, capogruppo in Regione di Forza Italia: «Come avevamo ed avevo detto è arrivato il riconoscimento dello stato di calamità con sospensione dei mutui (per 24 mesi) e sgravio del 50 per cento dei contributi. Ora aspettiamo le indennità, noi abbiamo stanziato 17.750.000 euro, il Governo può e deve fare di più. Un buon primo risultato».
Infine Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ringrazia il ministro Lollobrigida e il presidente Marsilio per il riconoscimento dello stato di calamità. «Si tratta di un decreto che il nostro territorio aspettava», afferma il politico marsicano, «perché consente di procedere sollecitamente e con certezza al risarcimento dei danni subiti dalle nostre aziende agricole, le più colpite d'Italia». Fin qui le dichiarazioni politiche che, nel bel mezzo della campagna elettorale per le Regionali, assumono toni fin troppo trionfalistici. Purché siano sufficienti a soffocare la rabbia degli agricoltori abruzzesi.
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