«Agricoltura e prodotti tipici»

Le proposte del sindaco uscente Lacchetta di #insiemeperFarindola
FARINDOLA. Ilario Lacchetta punta al bis. Dopo aver governato i cinque anni più difficili delle storia di Farindola, ancora scossa nel suo animo dalla tragedia di Rigopiano, il 33enne ingegnere farindolese punta a proseguire il suo percorso amministrativo con la civica “#insiemeperFarindola”. Per Lacchetta «Farindola deve ripartire dal turismo, dall’agricoltura e dalla valorizzazione dei prodotti tipici, oltre alla collaborazione con i paesi limitrofi per il potenziamento delle aree industriali, penso in particolar modo a quella di Penne, strategica per tutti comuni limitrofi. C’è la necessità in primis della realizzazione della Mare-Monti, con un nuovo progetto che colleghi la zona del Ponte di Sant’Antonio con la varante Est», ha sottolineato Lacchetta. Al centro del suo programma la ricostruzione pubblica e privata e il completamento degli impianti sportivi.
«Abbiamo messo in programma l’inerbimento in sintetico del campo da calcio, il rifacimento delle tribune e la riapertura del circuito mountain-bike sul fiume Tavo, con un collegamento al sentiero Serafino Razzi. In cantiere anche il rifacimento delle strade comunali con fondi Anas e la realizzazione di un centro diurno per anziani nell’ex complesso scolastico delle suore». Sui suoi cinque anni passati come sindaco Lacchetta non ha dubbi, rifarebbe tutte le scelte fatte. «Da sindaco rifarei tutto quel che ho fatto, da cittadino probabilmente non mi ricandiderei la prima volta. Dei miei 5 anni da sindaco sono orgoglioso della messa in sicurezza sismica e impiantistica del complesso scolastico, le progettualità per la lotta al dissesto idrogeologico di piazza Mazzocca, Codacchio e largo Belvedere, oltre a tutti i finanziamenti ottenuti che si concretizzeranno nei prossimi mesi». Sul futuro dell’ospedale di Penne e della Regione, Lacchetta è speranzoso: «Mi aspetto che la nuova governance regionale attui la riorganizzazione della rete ospedaliera e soprattutto quella della emergenza urgenza, dopo che precedenti governi hanno lentamente decretato la morte del San Massimo», ha concluso il sindaco uscente.

