Aiuti alle imprese, fermi 10 milioni contro la crisi

PESCARA. «Ci sono 10 milioni di euro destinati alle micro, piccole e medie imprese abruzzesi ancora fermi al palo. Il provvedimento, infatti, dopo l'approvazione in Consiglio regionale, è bloccato in...
PESCARA. «Ci sono 10 milioni di euro destinati alle micro, piccole e medie imprese abruzzesi ancora fermi al palo. Il provvedimento, infatti, dopo l'approvazione in Consiglio regionale, è bloccato in qualche cassetto della Regione, versa in uno stallo totale e nessun esponente del centrodestra ha ancora avuto il buongusto di dare spiegazioni al riguardo». Lo afferma la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Sara Marcozzi, commentando una lettera firmata dalle sezioni regionali di Casartigiani, Claai, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. La lettera delle associazioni di categoria mette nel mirino la mancata applicazione della legge regionale del 18 maggio 2021, che aveva previsto misure a favore delle micro, piccole e medie imprese, in particolare quelle del settore della ristorazione, e del settore turistico e alberghiero, che hanno subito le conseguenze delle restrizioni previste dalle "zone rosse", individuate a seguito delle ordinanze del presidente Marco Marsilio. Una misura di sostegno da 10 milioni di euro, necessaria per sostenere le aziende del territorio, alle prese con una situazione economica drammatica che, ad alcune di loro, impedisce persino l’accesso al credito del Fondo centrale di garanzia: «Si tratta di una situazione inaccettabile», scrivono le associazioni di categoria, «che colpisce ulteriormente le speranze di ripresa di alcuni settori che – come il turismo – hanno pure alle spalle una stagione estiva positiva, ma che non hanno potuto contare sul sostegno promesso. Chiediamo in primo luogo che siano spiegate le ragioni di questa inaccettabile stasi. Anche perché le risorse messe a disposizione erano quelle già in dotazione (e dunque disponibili) di un’altra misura, “Abruzzo Crea” che non aveva dato i risultati attesi». «La disposizione», aggiunge Sara Marcozzi, «parlava esplicitamente di misure urgenti e di un limite di 15 giorni a disposizione della giunta per provvedere “alla riprogrammazione delle risorse e alla definizione degli strumenti più efficaci a dare una risposta alle esigenze di liquidità”. Un tempo che non è minimamente stato rispettato, tanto che le imprese sono ancora in attesa».
Nella lettera unitaria, firmata dalle associazioni di categoria, si fa anche riferimento ad altri fondi (sempre 10 milioni di euro) stanziati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) il 25 agosto del 2018 per “l’Area Cratere” del sisma 2009, «ad oggi», si legge nella lettera, «anche questi soldi non sono stati spesi e, a quanto ci risulta, la Fira starebbe ancora predisponendo il bando». Una situazione di stallo che ha dunque suscitato le critiche della capogruppo del Movimento 5 Stelle: «Voglio unirmi al grido di allarme lanciato dalle associazioni», conclude Marcozzi, «nella speranza che serva a svegliare la Regione, e a dare un sostegno concreto al tessuto economico del nostro territorio». (d.b.)

