«Aiutiamo chi è rimasto senza occupazione»

19 Settembre 2023

Appello dei sindaci per i lavoratori dell’azienda pirotecnica. La Cgil: subito soluzioni per la sicurezza

CASALBORDINO. Dolore per la perdita dei colleghi, ma anche paura per il loro futuro. I settanta dipendenti della Sabino Esplodenti stanno attraversando un periodo drammatico. Sei morti in tre anni sono davvero tanti. L'argomento è stato al centro anche delle riunioni che i lavoratori hanno avuto con le loro rsu: Stefano Stivaletta e Antonio Laviola per Ulitec Uil, Candeloro Di Tullio per la Femca Cisl e Paolo Iocco per la Filtcem Cgil. Nessuno di loro al momento se la sente di rilasciare dichiarazioni. Giulio Romano, Gianluca De Santis e Fernando Di Nella, oltre che colleghi, erano amici. Le rsu si sono però confidate con il segretario della Camera del Lavoro di Chieti, Franco Spina. «Effettivamente la situazione è molto delicata ed è necessario trovare delle soluzioni», afferma Spina, rispondendo anche ai solleciti dei sindaci del territorio. «L'impegno del sindacato è diviso su due fronti: in primis richiamare attenzione sulla gestione della sicurezza in tutte le aziende. In secondo luogo, pensare al futuro, individuando uno strumento di reddito per i lavoratori che dopo la sospensione dell'attività della Sabino sono a casa. È necessario comprendere insieme alle Istituzioni quale possa essere la migliore soluzione». Da affrontare prioritariamente a parere di Franco Spina c'è il problema della sicurezza. Ci troviamo a commentare ancora una volta con profondo dolore l’ennesima tragedia sul lavoro», riflette il segretario generale della Cgil Chieti, «tre operai hanno trovato la morte, tre lavoratori che non torneranno mai più dai loro cari. Si continua a morire di lavoro, è inaccettabile, inconcepibile. La Cgil Chieti ribadisce con fermezza ed ancora una volta, la necessità di porre in campo tutte le azioni utili per arrivare al rischio zero infortuni. Nel frattempo è necessario trovare un modo per aiutare gli attuali dipendenti della Sabino. Come andare avanti? È necessario lavorare insieme: istituzioni, sindacali e lavoratori. Valutare le migliori soluzioni». I sindaci sono pronti a fare la loro parte e a collaborare con i sindacati per arrivare alla soluzione. Lo hanno già garantito il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, e i colleghi di Vasto, Pollutri, Villalfonsina e Guilmi, Francesco Prospero, Nicola Di Carlo, Mimmo Budano e Carlo Racciatti . A loro si uniscono anche i sindaci di Scerni, Gissi, San Salvo e Cupello. A Scerni lavorano diversi dipendenti della Sabino. «I lavoratori mi hanno contattato in questi giorni», fa sapere il sindaco Daniele Carlucci, «per palesarmi grande preoccupazione non solo per quello che è accaduto , ma anche per l'eventualità di dover tornare al proprio posto di lavoro. Credo che davanti ad una situazione così delicata le istituzioni debbano collaborare ed attivarsi per accelerare il processo di riconversione della Sabino Esplodenti». L’azienda ha in itinere un progetto per la produzione di proiettili . «La riconversione va fatta. Bisogna salvaguardare l'incolumità dei lavoratori. È necessario tuttavia trovare una soluzione che consenta di salvare tutti i posti di lavoro», conclude Carlucci . La pensa allo stesso modo il sindaco di Gissi, Agostino Chieffo. «Dietro i lavoratori ci sono le famiglie. I dipendenti della Sabino hanno diritto di lavorare e di farlo in assoluta sicurezza. Nel 2023 è inaccettabile che si muoia ancora di lavoro». Concentrarsi sul futuro dei lavoratori è necessario anche per il sindaco di San Salvo, Emanuela De Nicolis. «È necessario e indispensabile pensare al futuro dei lavoratori», dice De Nicolis. Per il sindaco di Cupello, Graziana Di Florio è addirittura «prioritario». (p.c.)
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