«Al Carmine centro per tossicodipendenti»

3 Luglio 2016

Penne, la proposta di Frisa per la struttura abbandonata: ora il sindaco si attivi per farla funzionare

PENNE. Costata oltre 25 miliardi delle vecchie lire, la struttura sanitaria del Carmine resta nel degrado. Solo una piccola porzione dell’immenso ospedale è utilizzata come distretto sanitario. Iniziata a fine anni ’60, su finanziamento della Provincia di Pescara, il presidio sarebbe dovuto diventare un ospedale psichiatrico. Con la legge 180 del 1978 e l’abolizione dei manicomi, fe deciso di farne un centro all’avanguardia per la geriatria. Furono acquistati tutti gli arredi e le attrezzature, ma oggi di tutto ciò resta solo un grande spreco di denaro pubblico. Per Gabriele Frisa, a capo della sinistra radicale vestina, «è arrivato il momento che le istituzioni decidano di utilizzare la struttura del Carmine. Il mio auspicio è che il nuovo sindaco di Penne, Mario Semproni, dimostri sensibilità su questo argomento e si attivi per far sì che la struttura del Carmine possa finalmente funzionare. A mio modesto parere potrebbe diventare un ottimo centro di recupero da tossicodipendenze da gioco d’azzardo e alcol. La struttura, inoltre, ospitando in una piccola porzione il centro diurno per malattie mentali potrebbe specializzarsi anche in questo settore attivando un servizio di ospitalità h24. La Regione Abruzzo, secondo i miei dati, spende per la sanità passiva (ovvero per chi va a curarsi fuori regione) da tossicodipendenza da gioco d’azzardo e alcolismo circa 3 milioni di euro, fondi che potrebbero essere investiti nella struttura del Carmine», propone Frisa.

Se si pensa poi che per l’esproprio dei terreni dove fu costruito l’ospedale, il Comune di Penne è stato condannato a risarcire la famiglia Cutilli di ben 780 mila euro circa, ecco che al danno di un presidio realizzato e non inutilizzato si è aggiunta la beffa di uno spreco di denaro pubblico che ha davvero dell’incredibile.

Francesco Bellante