Albani: pronto soccorso, assembramenti pericolosi

15 Novembre 2020

Richiamo ai cittadini: venite solo per ragioni legate a gravi rischi per la salute

PESCARA. Pronto soccorso sotto pressione tra malati Covid e centinaia di accessi quotidiani per altre patologie, anche lievi. Il primario, Alberto Albani, rilancia l'allarme a «non sovraffollare la struttura sanitaria se non per ragioni strettamente legate a gravi pericoli per la salute»: ictus, infarti, tumori.
Per i raffreddori o una sbucciatura, ci si deve rivolgere ai medici di famiglia. Andare in pronto soccorso per tali banalità significa provocare pericolosi assembramenti nelle piccole sale del pronto soccorso, in violazione dei protocolli di sicurezza anti Covid.
Lo dice espressamente, Albani: «Creare affollamenti in pronto soccorso può essere rischioso», seppur con tutte le cautele messe in atto dalla Asl con i percorsi separati per pazienti Covid e generalizzati, «e non possiamo distrarre il personale dai casi gravi».
IN 15 OGNI TURNO Sono 5 i medici e 10 gli infermieri, per ogni turno. Ieri erano 15 (i numeri dei ricoveri subiscono continue variazioni) i pazienti affetti da coronavirus dislocati in più sale del pronto soccorso, compresa l'unità operativa semplice Osservazione breve intensità (Obi) al pianterreno del presidio ospedaliero.
Quando il dipartimento raggiunge, come in questo caso, il numero massimo consentito, si procede alle dimissioni o ai trasferimenti dei malati più gravi nel Covid hospital (che attualmente conta 135 posti letto e 90 in arrivo) e in altre strutture sanitarie del territorio convenzionate con la Asl di Pescara.
SETTIMANE DIFFICILI Il primario esprime preoccupazione sul crescente numero dei contagi e dei ricoveri al Covid hospital e al pronto soccorso Covid: «La situazione è ancora sotto controllo, ma negli ultimi giorni appare più critica. Ci aspettano settimane difficili se i contagi dovessero ancora aumentare. Al momento abbiamo 15 casi Covid da smistare, rimandare a casa, al Covid hospital o nelle strutture convenzionate. E' fondamentale però che i pazienti che hanno patologie generali lievi, come un raffreddore, imparino a contattare la medicina territoriale anche per sospetti casi Covid, ed eventualmente farsi mandare le Usca a casa dai medici di famiglia». Le Usca, Unità speciali di continuità assistenziale, che fanno servizio a domicilio, a Pescara sono 6, ventisei in tutta la regione.
NUOVO PRONTO SOCCORSO Una situazione pesante, quella dei continui sovraffollamenti, che si potrebbe alleggerire con l'apertura del nuovo pronto soccorso. I lavori strutturali nel presidio più a nord di via Fonte Romana, sono terminati. Nei locali intonacati di fresco, mancano gli arredi. L'azienda sanitaria locale, guidata dal manager Vincenzo Ciamponi, sta procedendo all'acquisizione di materiali di arredo e Tac per completare la struttura che aprirà entro Natale, se saranno rispettati tutti gli iter burocratici in essere.
ASSALTO AL 118 Intanto, anche i centralini del 118 sono presi d'assalto, con centinaia di chiamate al giorno, da persone preoccupate del proprio stato di salute che chiedono consulenze telefoniche sul Covid. Gli operatori vengono sommersi da domande specifiche che andrebbero, invece, rivolte al proprio medico di famiglia. Dall'altra parte della cornetta, il personale del 118 risponde con professionalità e pazienza alle chiamate degli utenti spaventati dalla pandemia, inconsapevoli però, questi ultimi, del fatto che tali telefonate tolgono tempo prezioso agli operatori impegnati a rispondere alle emergenze a rischio vita. Sono 300mila le chiamate al 118 ogni anno, 30mila gli interventi effettuati con due ambulanze Covid, una medicalizzata, altre messe a disposizione da Croce Rossa, Misericordia e altre associazioni convenzionate.
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