Alberto Arbasino premiato al Vittoriale

GARDONE RIVIERA. Nel 2011 rifiutò il Premio Boccaccio, qualche mese dopo disse di no anche al più blasonato Premio Strega. Ma lunedì scorso, 2 giugno, lo scrittore Alberto Arbasino, 84 anni, ha...
GARDONE RIVIERA. Nel 2011 rifiutò il Premio Boccaccio, qualche mese dopo disse di no anche al più blasonato Premio Strega. Ma lunedì scorso, 2 giugno, lo scrittore Alberto Arbasino, 84 anni, ha accettato il Premio Il Vittoriale quinta edizione, in una cerimonia tenutasi nei giardini arricchiti dall’allestimento di Italo Rota e dalle opere di Alberto Burri ed Ettore Greco. «Un premio che mi riempie di orgoglio soprattutto perché mi viene dal Vittoriale. Decenni fa non so che impressione mi avrebbe fatto, ma oggi mi lusinga». Arbasino - premiato alla vigilia dell’uscita del suo ultimo libro “Ritratti italiani” edito da Adelphi - è il primo scrittore premiato dalla Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, presieduto dal giornalista, storico e scrittore Giordano Bruno Guerri. Dal Gruppo ’63 al Vittoriale.
Una scelta provocatoria e allo stesso tempo di grande apertura intellettuale da parte di entrambi, se si pensa che la benemerenza culturale simbolo di Gabriele D’Annunzio è andata all’autore della storica descrizione del Vate: «Cadavare in Cantina fra i più ingombranti di tutte le letterature, di tutti i paesi, vilipeso, conculcato, negletto». E proprio sul recupero letterario, politico e morale di D’Annunzio si è svolta la “sfida” tra Arbasino e Bruno Guerri, alternata da momenti di vibrante poesia - come quando lo scrittore premiato ha iniziato a cantare le arie di Puccini - a possenti interventi tra la storia e la critica letteraria.
Tantissime le persone che hanno affollato la cerimonia, tra autorità e turisti, con questi ultimi che affollano sempre di più il Vittoriale alla scoperta di quel grande autore che fu Gabriele D’Annunzio. (l.d.f.)

