Alessandrini: 5 anni da sindaco alla Bocconi

L’ex primo cittadino diventa maestro di politica all’ateneo di Milano con una tesina sul suo mandato
PESCARA. «Non si può pensare di amministrare la cosa pubblica scrivendo post o pubblicando video. Bisogna coltivare il pensiero, meglio se il pensiero lungo». Con questo convincimento, l’ex sindaco Marco Alessandrini è tornato a scuola: un anno di master in Management dell’amministrazione pubblica all’università Bocconi di Milano con altri 25 allievi tra dirigenti di enti pubblici, avvocati e imprenditori. Domani alle 12.15, Alessandrini discuterà la sua tesi dal titolo che racconta uno spaccato di vita nel Comune di Pescara: “Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi. Diario di un sindaco in viaggio”. Sabato, poi, festa con la proclamazione di maestro di politica applicata all’amministrazione.
«Sono tornato a studiare per trovare nuovi punti di vista e sviluppare nuove idee», racconta Alessandrini, primo cittadino tra il 2014 e il 2019, «quando sei alla guida del Comune ti ritrovi inseguito dalla gestione delle emergenze e non c’è tempo per il pensiero lungo». Alessandrini è il teorico dell’esperienza: imparare e poi fare, questa la sua filosofia. Che innesca un commento: «L’eclissi politica del M5S lo dimostra in pieno: c’è stato un periodo in cui l’esperienza era vista come un disvalore ma non è così: fare un post o pubblicare un video non ti qualifica». Ma, a tre anni dall’ultima delibera, fare il sindaco è difficile? «È il ruolo pubblico più complicato che c’è: un trapezista senza rete», dice Alessandrini disegnando la figura del circo sui contorni del municipio, «nella tesina ho raccontato la mia esperienza in Comune e ho proposto soluzioni ai problemi della pubblica amministrazione. La prima? Copiare le buone pratiche: per esempio, a Pescara, negli ultimi 15 anni, il personale è stato dimezzato mentre non sono stati dimezzati i compiti. A Grugliasco, in Piemonte, si mappano le competenze dei dipendenti attraverso un percorso scientifico di analisi per aumentarne il rendimento. Attitudini, motivazioni, comportamenti: a Milano queste cose le chiamano soft skills». A Pescara, invece, la maggioranza di centrodestra è in una lite: più concerti o più lavori alle strade rotte? «In un mondo ideale non si farebbe una variazione di bilancio a fine giugno per i concerti d’estate e poi bisogna tenere presente che le buche ci sono sempre. A chi mi fermava per segnalarmi le buche», ricorda Alessandrini, «dicevo che Pescara ha circa 440 strade e che servirebbero 30 milioni per aggiustarle tutte mentre ogni anno si può intervenire solo su un decimo». E quindi: concerti o buche? «Ci vuole il pane e le rose. Ma io farei i concerti».
Nella tesina è finito anche un manifesto contro la pista ciclabile di via Muzii: «La gente si è sollevata nonostante le consultazioni al bar Napoli, c’era anche un comitato agitato politicamente: ora quelle stesse persone inneggiano alla mobilità sostenibile». E sul futuro: «Posso essere capitano o mozzo, vedremo. Ma l’importante è: condizioni credibili, alleanze e mettere al bando i personalismi e questa è la cosa più difficile». (p.l.)

