Alessandro e l’amore per il calcio: la sua foto sulle divise di squadra

Lo studente morto all’improvviso dopo pranzo: tra domani e martedì l’autopsia per capire le cause Il sindaco: non aveva problemi. Sconvolti compagni e allenatori del Real Scafa: «Benvoluto da tutti»
ALANNO. Un «ragazzo dal cuore d’oro», buono, solare, con la passione per il calcio e i colori della Juventus e con il desiderio di continuare a calcare i campi da gioco con gli allievi del Real Scafa, proseguendo quel percorso avviato appena un anno fa ma che lo aveva già portato a partecipare a un importante torneo a Cesenatico. Dalla prossima stagione sportiva il volto sorridente di Alessandro Cerritelli, strappato alla vita a 16 anni dopo aver pranzato a casa dei nonni ad Alanno, sarà stampato sulla divisa della sua squadra che oggi ne piange la scomparsa improvvisa.
Le cause della morte del giovanissimo studente del secondo anno dell’istituto agrario saranno chiarite con tutta probabilità tra domani e martedì, quando sarà effettuata l’autopsia e il corpo sarà restituito alla famiglia per i funerali. Solo all’esito dell’ispezione cadaverica si potrà conoscere qualche dettaglio in più sui motivi del decesso del 16enne di Alanno, trovato riverso per terra nel giardino dei nonni: era uscito per scrollare la tovaglia, mentre la nonna sistemava la cucina, quando il suo cuore ha smesso di battere. «È una tragedia inspiegabile», continuano a ripetere a mezza bocca i tanti amici e conoscenti, mentre la madre Sonia, fiorista a Brecciarola, il papà Marco e gli altri familiari si sono trincerati nel più stretto riserbo. «Lo avevo incontrato qualche giorno fa», dice il sindaco Oscar Pezzi, «la scorsa settimana, da giovedì a sabato, aveva partecipato al palio delle contrade. Stava bene, non aveva problemi di salute: questa è una tragedia che ha sconvolto un’intera comunità, il dolore è immenso, non ci sono parole per definirlo».
Dello stesso tenore anche le parole dei vertici dell’associazione calcistica Real Scafa, a partire dal mister Gianmarco Novelli e dal responsabile tecnico Angelo D’Attilio. «È stata una tragedia per tutti», sottolinea D’Attilio, «Alessandro ha iniziato a giocare a calcio per la prima volta a 15 anni, in un gruppo già consolidato e affiatato, formato da ragazzini entrati in squadra fin da bambini. Eppure è riuscito a inserirsi e farsi volere bene subito. Aveva voglia di migliorarsi, tant’è vero che prima del torneo di Casenatico che abbiamo disputato il 9, 10 e 11 giugno mi aveva scritto chiedendomi se avessi avuto intenzione di convocare solo i più bravi e quindi di lasciarlo fuori rosa. Gli ho risposto che avrebbe fatto parte del gruppo e così è stato. Al ritorno a casa ha mandato dei messaggi al mister Novelli in cui ringraziava lui e la società per “la magnifica esperienza” e in cui diceva di voler rimanere con noi anche il prossimo anno. È stato tra i primi a cui ho telefonato dopo le partite per complimentarmi». D’Attilio ricorda benissimo anche la mamma e il papà del 16enne: «Una famiglia umile, presente, che seguiva il figlio con attenzione, due genitori esemplari. Adesso questa terribile notizia ci ha lasciati sgomenti», conclude.
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