All’Acerbo l’eccellenza è donna

18 Luglio 2014

Le cinque bravissime che hanno ottenuto 100 all’esame raccontano i loro sogni

PESCARA. Roberta Moschetti, Carolina D’Alberto, Giada Filippone, Erica Brandolino e Nicole Casaccia. Sono le fantastiche cinque, le uniche tra tutti i maturi di quest’anno, all’Itc Acerbo, ad aver preso 100 all’esame di Stato, a parte Moschetti, che ha ottenuto la lode. Insomma, nella scuola dedicata al celebre patriota, l’eccellenza, direbbe il poeta, è donna. «È stato difficile, ma è andata bene», racconta Filippone, della V B Igea. Con un futuro ancora tutto da decidere, delineato secondo due direttrici differenti. «Continuerò certamente a studiare e ho pensato di iscrivermi o a Economia, all’università d’Annunzio, o a Ingegneria, a Fermo», spiega la neosuperdiplomata. Ma Filippone non è solo casa e scuola. «Nel mio tempo libero», fa sapere, «mi dedico anche al canto moderno e corale». E se il tipo di indirizzo universitario è ancora in forse, sicuro è il suo sogno lavorativo: «Mi piacerebbe entrare nel campo dell’organizzazione aziendale e quindi diventare un project manager», confida. Casaccia, invece, è rimasta un po’ incredula. «Non me l’aspettavo, ma quando allo scritto ho preso 44 su 45, allora ho cominciato a sperare», sospira. Anche Casaccia, quinta B Iter, perito per il turismo, continuerà gli studi, ma lontana da quanto finora imparato. «Ho intenzione di entrare a Medicina, alla d’Annunzio di Chieti; ma nel frattempo», prosegue, «siccome c’è da superare un test, per essere sicura mi iscriverò o a Biotecnologia, all’università di Teramo, o a Farmacia, a Urbino». Tuttavia, se ha deciso di prendere altre strade, Casaccia, a cui piace leggere, ascoltare la musica e pattinare, non si è pentita di aver seguito l’iis. «È una scuola che mi prepara su tutto», sottolinea, mentre annuncia che il suo desiderio è di «diventare pediatra». L’unico 100 e lode della scuola, Moschetti, della quinta A Mercurio, perito commerciale e programmatore, deve ancora riflettere bene su quanto andrà a fare nei prossimi mesi. «Il mio sogno è lavorare e studiare contemporaneamente, così arricchirò il mio curriculum», precisa. «Però ancora non ho scelto il percorso universitario: i miei docenti dicono che dovrei andare a studiare Ingegneria ad Ancona, ma potrei rimanere anche alla d’Annunzio. Comunque spero di restare nell’ambito della programmazione e dell’informatica», si auspica Moschetti, che oltre a studiare per sé, da un paio d’anni aiuta «anche gli altri a studiare, facendo pure tutoraggio a scuola». Dunque, una studentessa modello, Moschetti, che a Pianella, nella sua parrocchia, è impegnata anche come catechista. Chi avrebbe deciso ora di smettere di studiare, è D’Alberto, della quinta A Igea. «Non mi aspettavo questo voto», dice subito. «Per quanto riguarda invece l’immediato futuro, al momento dico che non vorrei continuare a studiare», anche se rende noto che sarebbe sua intenzione iscriversi al Conservatorio. Già, perché la sua passione è la musica: suona la fisarmonica classica. «Sì, vorrei fare la musicista, un percorso completamente diverso da quello svolto finora, anche se le materie mi sono piaciute. Pensando a un lavoro, me ne piacerebbe uno da ragioniera». Su Economia, all’università d’Annunzio, invece è concentrata Brandolino, compagna di classe di Casaccia, e appassionata, per hobby, di equitazione. «Ancora non sono sicura», tiene a rilevare, «ma mi piacerebbe essere impegnata nel settore aziendale».

Vito de Luca

(quarta puntata-continua)