«All’alunno autistico 4 assistenti in 3 anni»

4 Ottobre 2018

TOCCO DA CASAURIA. E' autistico, ha 12 anni, frequenta la scuola media di Tocco da Casauria e negli ultimi 3 anni ha cambiato quattro assistenti per l'autonomia e comunicazione. «La dirigente della...

TOCCO DA CASAURIA. E' autistico, ha 12 anni, frequenta la scuola media di Tocco da Casauria e negli ultimi 3 anni ha cambiato quattro assistenti per l'autonomia e comunicazione. «La dirigente della cooperativa sociale Mani tese, il Comune di Scafa e quello di Tocco», spiega la madre Cristina L. «pur essendo ben informati sulle esigenze della continuità scolastica e aggiornati sulla necessità di continuare in modo positivo e professionale il programma comportamentale e d'integrazione sociale idoneo al nostro ragazzo, hanno deciso di cambiare 4 assistenti in soli tre anni. Per noi è per il nostro bambino ogni inizio di anno scolastico diventa una preoccupazione e uno stress indicibili. Tutti gli anni», va avanti la mamma «abbiamo dovuto affrontare spese aggiuntive, per pagare e mandare i nostri terapisti domiciliari per aggiornare le assistenti "di cambio" sul programma seguito e sulla modalità di applicazione. Le cooperative sociali e i dirigenti degli enti municipali dovrebbero avere la coscienza e le conoscenze per capire che un ragazzo autistico non è facile da seguire per assicurare l'apprendimento, la comunicazione e l'integrazione sociale: le persone che lavorano con lui dovrebbero essere professionisti specializzati in educazione in grado di lavorare con i nostri figli diversamente abili. Cosa accadrebbe se ai bambini normodotati gli venissero cambiati gli insegnanti tutti gli anni?». Il ragazzo da sei anni segue un programma comportamentale Aba attraverso i consulenti dell'associazione Alba Autismo Onlus Pescara, e la continuità delle figure di sostegno è stata essenziale. Ora il suo processo di apprendimento scolastico, di comunicazione verbale e d'integrazione sociale, ritiene mamma Cristina, è compromesso dall'assenza di continuità delle figure di sostegno. «L'autismo è considerato handicap al 100%», incalza mamma Cristina. «Non riusciamo a capire il motivo per cui i Comuni, che pagano alle coop il servizio di assistenza scolastica, non vigilano sullo svolgimento delle procedure. L'anno scorso», conclude «la psicologa che copriva il ruolo di assistente per l'autonomia e per la comunicazione è stata mandata a scuola per due settimane, senza contratto, e quando ha chiesto la regolazione del rapporto lavorativo, è stata licenziata. Da un giorno all’altro ci siamo trovati di nuovo senza assistente». (w.te.)