Alla Sevel trenta casi dal 2013

24 Settembre 2015

Atessa, permessi chiesti per i lavori in campagna o per le elezioni

ATESSA. È una delle fabbriche Fiat più produttive d’Italia, ma anche lo stabilimento in cui si registra il più alto tasso di assenteismo dal lavoro tra tutte le realtà produttive nazionali della Fca (Fiat-Chrysler). È un vero e proprio fenomeno a parte quello della Sevel, fabbrica da oltre 6mila dipendenti che produce in Val di Sangro i furgoni commerciali Ducato, i più amati dai lavoratori d’Europa. Tanto che il problema delle assenze dalle linee di montaggio ha creato perfino un neologismo: metalmezzadri. La parola è utilizzata per definire i lavoratori metalmeccanici che, a seconda delle stagioni della terra, si assentano dal lavoro per vendemmiare, cogliere l’olivo o arare la terra. Ma, agricoltura a parte, gli abusi di permessi da malattia e 104 registrati nella fabbrica di contrada Saletti raccontano anche di persone che andavano a giocare a calcio, partecipavano a gare di ballo o erano impegnate in attività che non fossero l’assistenza a un parente malato o in difficoltà o che non avessero nulla a che vedere con un personale stato di malessere.

In Sevel si sono contati dal 2013 una trentina di casi di assenteismo tra abuso di malattia, 104 e altri istituti assistenziali. La media di assenteismo nella fabbrica record del Ducato viaggia sul 5%, con punte che superano il 7% e arrivano fino al 9% in particolari periodi come la vicinanza al weekend o ai lavori in campagna stagionali. Un dato eclatante se si considera che negli altri stabilimenti Fiat l’assenteismo riguarda al massimo il 2,5% dei lavoratori. Tra i casi più clamorosi c’è quello di un operaio che ha utilizzato i permessi di malattia per giocare a calcio. In sei mesi l’uomo, secondo i rilievi e i controlli della direzione aziendale che negli ultimi due anni ha effettuato una virata decisa su questo tipo di vigilanza, ha accumulato ben 30 certificati di malattia per un totale di circa 150 giorni di assenza dalle linee produttive della Sevel, quasi 5 mesi su sei di lontananza dal lavoro. Molti dei casi di utilizzo improprio non solo dei permessi previsti dalla legge 104, ma anche dei congedi straordinari e della malattia sono stati sottoposti al vaglio della magistratura penale con l’accusa di truffa ai danni dello Stato.

Particolare anche il caso delle assenze legate a elezioni politiche: slle europee del 2004 si è registrato il 31% di assenti per motivi legati alle rappresentanze di lista; alle regionali del 2005 il dato è salito al 38%, per il referendum dello stesso anno si è tornati al 33%. Il record si è toccato alle politiche del 2006 con il 41% di assenze e a quelle del 2008 col 37% di permessi elettorali. Con l’abolizione da parte di Fiat dei permessi. il fenomeno si è però normalizzato.

Daria De Laurentiis

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