Allagato il tunnel della tragedia

Forza Italia: per il sottopasso di Fontanelle buttati soldi pubblici. Il Comune: no, l’allarme ha funzionato
PESCARA. Il sottopasso di Fontanelle, quello dove una donna perse la vita 4 anni fa annegando dentro la propria auto, si riallaga di nuovo e la polemica scoppia feroce, complice il nubifragio di mercoledì e gli allagamenti che hanno messo in ginocchio molti quartieri della città. Il tunnel che doveva essere il simbolo della sicurezza si è riempito d’acqua. Il centrodestra parla di soldi pubblici buttati, il centrosinistra replica a muso duro e garantisce: «Il sistema di allarme ha funzionato».
Ma ciò che resta, come testimoniato dalle segnalazioni dei cittadini, è il senso di precarietà seminato da un maltempo sicuramente di forti proporzioni ma non al punto da giustificare i forti disagi avvertiti ovunque in città. Oggi, intanto, riapriranno scuole, parchi e cimiteri, a eccezione del liceo classico, chiuso fino a domani per le copiose infiltrazioni d’acqua nei corridoi.
Ma a far discutere è il sottopasso di Fontanelle. Vincenzo D’Incecco, vice capogruppo di Forza Italia in consigli, impugna la clava: «È bastata una notte di pioggia per determinare nuovamente l’allagamento straordinario del sottopasso di Fontanelle, quell’infrastruttura realizzata, evidentemente male, nell’epoca del sindaco D’Alfonso, costata centinaia di migliaia di euro, e sulla quale, a febbraio-marzo 2016 il sindaco Alessandrini ha riversato circa 235mila euro per il rifacimento delle idrovore, il completamento degli impianti di sollevamento risultati mancanti e per il collegamento del sottopasso al Fosso Acquatorbida. Tutto inutile: investimenti eccezionali buttati al vento, bruciati nel giro di pochi minuti. Ma stavolta è giusto vederci chiaro: chiederemo la convocazione di una seduta straordinaria della Commissione lavori pubblici alla presenza dei tecnici comunali e del direttore dei lavori, oltre che del Responsabile unico del procedimento in Comune, per capire che cosa sia accaduto nel sottopasso, cos’è che non ha funzionato e come sia possibile che, dopo aver speso un mare di soldi, quel sottopasso, che pure è stato teatro di una tragedia nel 2013, costata una vita umana, si continui ad allagare. Inoltre, chiederemo anche di verificare gli atti del collaudo degli impianti realizzati, e chi ha eventualmente firmato quelle carte dovrà assumersi le proprie responsabilità». La replica di Blasioli: «Il sottopasso di Fontanelle è attualmente aperto, segno che il lavoro svolto non è stato né inutile, né vano, considerato il fatto che fino ad oggi, da quando è stato completato, anche in presenza di precipitazioni copiose, ha sempre assolto alla sua funzione. Infatti, una volta individuato il problema e liberate le pompe dai materiali che le ostruivano, l’infrastruttura si è svuotata in tempi rapidissimi ed è tornata fruibile. Tutto questo è accaduto perché gli allarmi legati proprio al funzionamento hanno funzionato tutti. Il sistema di sollevamento per lo smaltimento delle acque piovane è tornato a funzionare appena individuate le cause del problema, senza che nessun danno a cose o persone si sia verificato, questo anche grazie alla previdente decisione di chiudere tutti i sottopassi, le golene e le zone a rischio allagamento, presa molto prima che la pioggia cominciasse a cadere copiosa, già con l’apertura del Centro operativo comunale per il codice rosso diramato e per evitare complicazioni». (e.r.)

