Allarme nuove varianti «Vaccinarsi, e subito»

13 Ottobre 2022

Il primario Stuppia: l’unica difesa, dopo Centaurus c’è anche Pentagon

Una sola parola d’ordine: vaccinarsi senza esitare per combattere le imprevedibilità di un virus pieno di sorprese o, per meglio dire, di varianti. Dopo le famigerate Omicron, sono arrivate la Centaurus e, ultima in ordine di tempo, la Pentagon con un solo caso per ora in Abruzzo. Il campione è stato isolato "a sorpresa" nei laboratori di genetica molecolare test-Covid dell'Università di Chieti-Pescara, diretti dal professor Liborio Stuppia. I clinici cercavano la variante Centaurus e si sono imbattuti nel Pentagon, derivazione diretta di Omicron 2, frutto di almeno cinque mutazioni della proteina Spike. «È possibile che resti un paziente isolato, che potrebbe aver contratto il virus all'estero. Lo valuteremo nei prossimi giorni. Ma se così non fosse, vuol dire che Omicron 5 sta cedendo il passo ad altre varianti». Intanto, i numeri dei contagi scendono ancora, con 1.189 casi positivi al Covid registrati nella giornata di ieri in Abruzzo. 572mila 569 le persone che hanno contratto il virus dall'inizio della pandemia. VARIANTE PENTAGON
Il nome è indicativo delle molteplici mutazioni, cinque per l'esattezza. «Una variante trovata in maniera sorprendente su un paziente di Chieti, monitorando il territorio alla ricerca del Centaurus», sottolinea Stuppia, «strana perché piena di mutazioni della proteina Spike: appartiene al gruppo delle varianti Pentagon e, allo stato attuale, è possibile che resti un caso isolato. Bisognerà studiarne la provenienza, capire da dove arriva e, soprattutto, se ci sono altri focolai locali».
La Pentagon è definita rara, in quanto ne sono stati riscontrati pochissimi casi in Italia ed è un derivato della Omicron 2, che ha prodotto altri ramificazioni.
QUARTA DOSE SUBITO
«L'avvento di nuove varianti potrebbe far risalire la curva epidemiologica», spiega Stuppia, «è quanto mai importante, a questo punto, la lotta contro il tempo per i vaccini. Dobbiamo coprire il territorio prima che si presentino varianti diverse: se ci vacciniamo subito possiamo bloccare l'ascesa del virus, fino a quando prevale la Omicron. Ma se ritardiamo, lasciando il campo all'ingresso di varianti diverse, è più facile che il virus riparta». Un'accelerata alla vaccinazione l'ha data la doppia dose, partita ad inizio settimana, che consente di ricevere, nella stessa seduta, sia il nuovo vaccino contro il Covid che quello contro il virus dell’influenza. A disposizione c'è anche il nuovo tipo di vaccino bivalente, che estende la protezione anche alle varianti più recenti, come la Omicron 5 e che risulta sicuro al pari del vaccino monovalente usato finora. La somministrazione dei vaccini bivalenti come seconda dose di richiamo, il cosiddetto secondo booster, è raccomandata agli over 60, a tutte le persone dai 12 anni in su ritenute fragili o con patologie concomitanti o preesistenti, agli operatori sanitari, agli ospiti e operatori delle Rsa, alle donne in gravidanza e agli immunodepressi che hanno già ricevuto un ciclo primario a 3 dosi e una prima dose booster. Ma la vaccinazione con i vaccini bivalenti è disponibile anche come prima o come seconda dose di richiamo per tutte le persone dai 12 anni in su che ne facciano richiesta.
I NUMERI
L'Abruzzo presenta uno scenario non allarmante, almeno stando agli ultimi dati diffusi dall'assessorato regionale alla Sanità. «Il vero problema è che se inizia a cadere la variante Omicron 5, che ha infettato migliaia di persone e le ha immunizzate», fa notare il professor Stuppia, «le stesse a breve distanza potrebbero contrarre anche altre varianti del virus, innescando una nuova catena di contagi. In questo scenario l'importanza della vaccinazione è fondamentale, non solo per i soggetti a rischio. Ci sono molte persone che ancora non hanno effettuato la terza dose e non hanno neppure avuto il Covid: sono, pertanto, scoperte. La somministrazione del vaccino aggiornato è un deterrente importante alla diffusione del Covid, soprattutto di possibili varianti». Intanto, il bilancio della Regione fa registrare due nuovi pazienti deceduti, una 70enne e un 59enne, facendo salire il totale dei morti, in Abruzzo, a 3.685. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 550.839 pazienti dimessi o guariti, 1.235 in più rispetto a lunedì scorso.
REPORT ABRUZZO
Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 18.045, 51 in meno rispetto a inizio settimana. Di questi, 168 pazienti (+5 ) sono ricoverati in ospedale in area medica, 1 in terapia intensiva, mentre i restanti sono in isolamento domiciliare. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 1.251 tamponi molecolari, 2 milioni 497mila418 dall’inizio dell’emergenza, e 4.998 test antigenici. Del totale dei casi positivi, 116.333 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 314 in più rispetto a lunedì scorso, 163.691 in provincia di Chieti (+324), 134.572 in provincia di Pescara (+307), 136.910 in provincia di Teramo (+226), 12.489 da fuori regione (+9) e 8. 574 (+6) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. le città con il maggior numero di contagi sono Pescara (97), L'Aquila (69), Avezzano e Vasto, rispettivamente 39, Montesilvano 35. Chieti 33 e Teramo 32.