Alle donne piace fare impresa

Pescara e l’Abruzzo viaggiano sopra la media nazionale per il numero di nuove aziende in “rosa”
PESCARA. Cresce la voglia delle donne di fare impresa. Che sia azienda di famiglia o una start up, anche in Abruzzo, l'imprenditoria femminile è in costante aumento. In Italia, due donne su cinque aprono o guidano una azienda, il 69 per cento delle titolari si pone come obiettivo il lavoro autonomo in modo da conciliare casa, famiglia e professione, contro il 39 per cento della media europea e il 43 di quella mondiale.
Sono i dati emersi nel corso del recente convegno “Il ruolo delle donne e della formazione per lo sviluppo dell'imprenditorialità”, organizzato dalla Camera di Commercio di Pescara in collaborazione con Amway, azienda leader nella vendita di prodotti di bellezza e casa, che ha condotto l'indagine in 44 Paesi su un campione di 49mial 775 persone di età compresa tra 14 e 99 anni. Secondo il rapporto globale Amway, realizzato con Gfk e università Tecnica di Monaco, il 35 per cento degli italiani pensa che a «fare impresa s’impara attraverso le Camere di Commercio».
L'affermazione soddisfa il presidente dell'ente camerale Daniele Becci, secondo il quale «occorre una riforma radicale capace di agevolare il percorso di chi investe risorse proprie in una attività autonoma», invece «paghiamo lo scotto di un Sistema Paese che non garantisce risposte certe». Anche la scuola ha un ruolo fondamentale, secondo Gemma Andreini, presidente della commissione regionale Pari Opportunità «perché deve insegnare il mestiere ai giovani».
«Formazione e innovazione sono le parole chiave per la creazione di una azienda», è l'opinione di Liliana Di Rocco, titolare di un nido d'infanzia in via Prati e vice presidente del Cif, comitato per l'imprenditoria femminile della Camera di Commercio. L'organismo è presieduto da Sonia Di Naccio, la quale ricorda che per fare formazione ci vogliono i fondi: «Restiamo in attesa anche delle risposte della Regione e degli enti preposti. Occorrono un milione di euro per la formazione di impresa e tre milioni per l'autoimprenditorialità, che comprende anche il finanziamento per le start up».
Di Naccio ha annunciato che l'edizione 2015 del concorso “Impresa in rosa che storia” premierà la storia d'impresa femminile più avvincente del Pescarese. Fabrizio Suaria, amministratore delegato di Amway Italia, sottolinea il profondo «spirito di iniziativa delle donne e un atteggiamento favorevole nei confronti dell'autoimprenditorialità, soluzione verso la quale si indirizzano con sempre maggiore consapevolezza e coraggio modelli formativi come quelli delle Camere di commercio».
Suaria spiega che l'incontro, moderato da Andrea Taffi, è stata un'occasione per presentare i dati del rapporto globale, ma anche per dare vita a un intenso dibattito sui temi caldi dell'imprenditoria in Italia e nel mondo».
Non nega, però, che l'obiettivo dell'incontro è anche «aumentare la visibilità di Amway sul territorio» e tastare il terreno «per sviluppare nuove potenzialità imprenditoriali in Abruzzo». La senatrice Federica Chiavaroli, invitata ma assente, ha inviato una nota nella quale spiega che «le donne rappresentano il motore vivace di un’economia sempre più tinteggiata di rosa» e fa notare «la versatilità multitasking e lo spiccato ingegno nel problem solving. La nostra regione, insieme a Molise e Basilicata, risulta tra quelle che hanno più attività guidate da donne rispetto al resto d'Italia». Il sindaco Marco Alessandrini, ha ricordasto che «in una società profondamente maschilista» il ruolo delle donne fa fatica a emergere, ma sarebbe auspicabile che le donne avessero più voglia di mettersi in gioco in politica».
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