Allegri, Vasco e il principe: quelle notti alla Fabbrica

Stefano Cardelli racconta l’epopea della discoteca: «Tre piani di grandi feste, con quell’intuizione rivoluzionammo l’intrattenimento in Abruzzo, che idea»
PESCARA. Le feste di Carnevale con la ricerca del costume più adatto da indossare. Quelle di Natale con il lungo tappeto rosso a definire l’ingresso. La cera lacca, per formare le coppie. Le serate infrasettimanali dedicate agli universitari. E il weekend atteso con trepidazione. La discoteca La Fabbrica ha scandito le settimane di migliaia di ragazzi pescaresi, o provenienti da fuori, per 12 lunghi e bellissimi anni che hanno fatto la storia di Pescara. Sviluppato su tre piani identificati ciascuno da una musica differente, con pareti e arredi colorati, il locale nato nello stabile dell’ex Gaslini, una vecchia fabbrica di olio, a due passi dall’università D’Annunzio, ha rotto gli schemi della movida di un tempo.
L’avventura comincia il 10 marzo 1995 quando il gruppo Di Vincenzo mette in piedi la discoteca. «Era la vera novità», racconta Stefano Cardelli che dal 1996 con la sua Localbus ne ha decretato il vero successo. «All’epoca non esisteva un locale del genere, tanto che ben presto chiusero tutti gli altri. Luminoso, colorato, con un impianto importante. Le discoteche fino a quel momento erano stile anni ’70, scure e con la moquette».
La Fabbrica ha sfornato i talenti della vita notturna pescarese, ma ha pure coltivato quelli degli artisti poi diventati famosi. «Dal 1996 al 2006 abbiamo fatto 10 anni di musica, concerti, eventi. La vera innovazione fu che inserimmo il live nelle discoteche, con una programmazione incredibile. La Fabbrica diventò di fama nazionale grazie agli ospiti che riuscimmo a portare». Venditti, Gigi D’Alessio, Gianluca Grignani, Daniele Silvestri, i Bluvertigo. E poi i Subsonica, Elisa, Irene Grandi, la Bandabardò, Max Gazzè. «Tanti iniziarono le loro prime tournée da noi. Niccolò Fabi era talmente giovane e agli esordi, che venne gratis», ricorda Cardelli. «Facemmo una serata di gala pazzesca con il principe Alberto di Monaco, Vasco Rossi fece il suo after show alla Fabbrica. Ma il culmine numerico lo raggiungemmo con Elio e le Storie Tese: vennero in 8mila persone nell’Arena per sentirli. Era il 1999». Non solo ospiti musicali all’ex Gaslini, che nel 2003 fu oggetto di un super restyling, «con una pista più piccola e oltre 40 salottini», ricorda, «ma anche del mondo dello spettacolo. Portammo tanti nomi. Lorena Forteza nel periodo del successo del Ciclone. Elisabetta Canalis. E ancora Raoul Bova, il ballerino Kledi, Gabriel Garko, Costantino, tra i primi tronisti di Uomini e Donne. Tanti bellissimi per far contente le donne». E poi i dj. Quelli di Pescara che alla Fabbrica si sono formati e ancora oggi sanno far ballare la città. «Il capo supremo era Marco La Sorda», rimarca sorridendo Cardelli. «Ma stavano con noi Claudio Corna, Alessandro Marini, Graziano Della Nebbia. Portammo anche grandi dj come ospiti, da Claudio Coccoluto a Claudio Di Rocco».
Nel 2006 la Localbus esce della gestione della Fabbrica che continua la sua storia per un altro paio di anni, per poi, per via di accordi di programma sull’area che prevedevano la trasformazione di tutta la zona, chiudere per sempre, rimanendo scolpita nei ricordi di tanti trentenni e quarantenni di oggi. «Arrivavano da tutta Italia», dice ancora. «Avevamo clienti calabresi e pugliesi che mi chiamavano a maggio per conoscere il programma degli eventi e decidere quando venire. Avevamo le prevendite da Bari a Fermo. Significava creare movimento, reddito, turismo. Quello fu un periodo d’oro», analizza Stefano Cardelli, sempre nel mondo della movida con il Nettuno. «Il gruppo Di Vincenzo investì sulla Fabbrica a Pescara. Pedicone creò a Tortoreto il Plaza, e l’ingegner De Nardellis l’Aqualand a Vasto: grandi imprenditori che hanno puntato sul mondo dello spettacolo facendolo evolvere, creando mega strutture, belle e ricche. Oggi quel mondo non c’è più in Abruzzo. Qui nessuno scommette sul mondo della notte».
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