Allevamento api, nasce il consorzio Casauriense

TOCCO DA CASAURIA. Sono arrivati apicoltori da ogni parte dell'Abruzzo ed addirittura anche da Piacenza e alcune cittadine marchigiane, per partecipare al seminario specialistico incentrato sulle...
TOCCO DA CASAURIA. Sono arrivati apicoltori da ogni parte dell'Abruzzo ed addirittura anche da Piacenza e alcune cittadine marchigiane, per partecipare al seminario specialistico incentrato sulle “Strategie di salvaguardia e valorizzazione delle popolazioni autoctone di Apis mellifera ligustica (Spina, 1806) nella Regione Abruzzo e istituzione di Aree di Rispetto e di accoppiamento”, proposto dalla Federazione apicoltori italiani (Fai) con altri enti e con la Regione Abruzzo, quest’ultimo ente rappresentato dalla responsabile del settore agricoltura Giancarla Galli.
Un argomento sicuramente molto specialistico che richiederà impegno agli apicoltori non solo nella loro attività individuale, che richiederà di approfondire la cultura personale sulle cognizioni genetiche del laborioso insetto, ma anche e soprattutto come entità associative territoriali estese ai territori di molti comuni.
E ciò che ci si prefigge di costituire nella zona casauriense e alta Val Pescara, ovvero un raggruppamento consortile di allevatori apistici, supportato dai comuni e dagli enti istituzionali della Regione finalizzato ad avviare e poi a tenere vivo il progetto del recupero dalla laboriosa, mansueta e prolifica varietà di ape che quella mellifera ligustica.
Del progetto ne sono portavoci i sindaci di Tocco da Casauria, di Castiglione a Casauria, di Salle, Riziero Zaccagnini, Gianluca Chiola, Maurizio Fonzo, che hanno ribadito il loro impegno amministrativo per essere protagonisti di questo progetto.
Di questo ne sono stati felici i relatori del seminario, ovvero il professore dell'Università di Perugia Tiziano Gardi e il suo assistente Marco Petrarchini, i quali hanno illustrato in maniera autorevole i rischi che si corrono perdendo la specificità della razza, sia per le produzioni di miele ad altri prodotti dell'alveare, sia per la prolificità varietale delle specie botaniche che le api bottinano, e ne consentono la maggiore riproduzione con l'impollinazione.
Ha partecipato ai lavori anche il comandante provinciale dei Carabinieri Forestali colonnello Giancarlo D'Amato, che ha preso atto dell'iniziativa cogliendo, nel suo intervento, gli aspetti ed i risvolti positivi che si riverberano sull'ambiente da una apicoltura sana e controllata.
Almeno dieci saranno i comuni che potranno aderire al nascente consorzio Casuariense, un consorzio che territorialmente si potrà estendere in una vasta zona cuscinetto fra la Majella e il Morrone.
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