Altri due morti con il Covid
Sono entrambi teramani, uno aveva 78 anni e non era vaccinato. Ma i ricoveri adesso scendono
PESCARA. L’Abruzzo piange altri due morti recenti con il Covid.
Liberatore Sciampacone aveva 78 anni ed era di Teramo. È deceduto due giorni fa. Non era vaccinato. L’altra vittima è Dea Vitale, 91 anni, originaria di San Nicolò a Tordino. I funerali della donna sono stati già celebrati. Il bilancio dei decessi dall’inizio della pandemia sale così a 2.561.
Sono 83 i casi accertati nelle ultime ore in Abruzzo, quindi i contagi scendono rispetto al picco di 167 registrato due giorni fa. I nuovi casi sono emersi dall’analisi di 2.667 tamponi molecolari e 9.374 test antigenici: è risultato positivo il 3,11% dei campioni.
A fronte di una riduzione dei ricoveri complessivi, continuano ad aumentare quelli in terapia intensiva. Scende, però, l'incidenza settimanale dei contagi, che torna sotto quota 50 e arriva a 48. I nuovi positivi hanno età compresa tra 2 e 93 anni (una bambina del Pescarese e un’anziana della provincia di Teramo). I positivi attuali sono 1.833 (+54): 57 pazienti sono ricoverati in area medica (-7) e 11 in terapia intensiva (+1), mentre gli altri 1.765 sono in isolamento domiciliare (+60). I guariti sono 78.503 (+28). L’incremento più consistente si registra nel Teramano (29), seguito dal Chietino (22), dall'Aquilano (19) e dal Pescarese (13). L’Aquila è la città con più casi recenti (11).
L’Abruzzo resta in fascia bianca. Nel resto d’Italia l'attenzione è puntata su alcune aree dove i numeri relativi alle ospedalizzazioni sono in aumento: in particolare, si segnala la Provincia autonoma di Bolzano, che raggiunge il 9% di occupazione dei posti in area medica e il 6% in terapia intensiva; le Marche e l’Umbria (8% in intensiva); la Calabria (9% in area medica) e la Sicilia (8% in area medica).
Si tratta comunque di percentuali sotto le soglie stabilite per il passaggio in zona gialla che sono rispettivamente del 10% per le terapie intensive e del 15% per le aree mediche. Ma a questi due parametri bisogna aggiungerne un terzo: il numero dei casi per 100mila abitanti. In questo caso la soglia è fissata a quota 50.
Qual è dunque la situazione in Abruzzo? La nostra regione corre il rischio di tornare il zona gialla? La risposta a questa domanda fondamentale è che per ora il rischio non è dietro l’angolo. Dei tre parametri che lo determinano l’Abruzzo non ne supera nessuno.
Il numero di casi per 100mila abitanti è sceso sotto il limite grazie alla diminuzione di contagi registrata ieri. Il parametro che misura l’occupazione dei letti in intensiva è al 6%, l’altro dato riferito alle aree mediche è invece al 4%. Sono entrambi lontani dal livello zona gialla. (u.c.)

