«Ambiente spa, la gestione sia trasparente»

6 Settembre 2018

Spoltore, l’opposizione vota a favore della fusione delle società ma chiede chiarezza sul ruolo dei privati

SPOLTORE. Nuova società per i rifiuti: la gestione preoccupa i consiglieri di opposizione di Spoltore Marina Febo, Andrea Sborgia e Giancarlo Febo, che pur avendo votato a favore della fusione delle tre società Ambiente, Linda e Attiva, hanno aspramente criticato «il modo in cui la maggioranza Pd-Ds - che governa Spoltore da oltre 20 anni - ha gestito e continua a gestire il “dossier rifiuti”».
«Siamo stati interpellati solo a giochi fatti», prosegue la nota della capogruppo Febo: «il vero dibattito è già avvenuto nell’assemblea di Ambiente Spa, presieduta proprio da Di Lorito. Si è scelto un modello pubblico di gestione dei rifiuti per la provincia, attraverso una nuova super società. Per il mio gruppo, sia il modello pubblico che quello privato sono idonei ad assicurare il raggiungimento degli obiettivi di pianificazione e programmazione pubbliche. Il modello pubblico è una buona opzione se gestito con un livello manageriale qualificato e soprattutto se non crea un altro carrozzone come quelli tristemente noti. Un modello privato realmente competitivo, invece, presuppone una pluralità di operatori che concorrono tra loro in un mercato maturo e capace di individuare le condizioni di qualità e prezzo più vantaggiose per i cittadini, sotto il controllo pubblico. Per noi ciò che va assolutamente scongiurato è quella “commistione pubblico-privata” che addossa i costi e gli oneri sul pubblico e attribuisce i maggiori guadagni al privato. La storia degli ultimi 20 anni parla chiaro: sperpero ingente di fondi pubblici, gestione affidata al privato e degrado ambientale. Un capitolo ancora aperto è stato scritto proprio sul territorio di Spoltore, sotto gli occhi di una maggioranza politica che è la stessa che amministra oggi Spoltore. Era il 1995», spiega la Febo «quando veniva ultimato a Colle Cese un grande impianto “pubblico” per il trattamento dei rifiuti, pagato 11 miliardi di lire e mai entrato in funzione. Veniva avviata, invece, una discarica privata, costruita a pochi metri di distanza, ove veniva sotterrato (invece di trattarli nell’impianto pubblico) oltre un milione di tonnellate di rifiuti dal 1998 al 2012, condannando quell’area e la comunità a un costo ambientale altissimo. Altrettanto degna di nota è la scelta, fatta nel 2005, di far entrare il privato in quota 49% nella società pubblica Ecologica Srl, braccio operativo di Ambiente Spa, che si occupa ancora oggi dei rifiuti a Spoltore. Perché il privato ha avuto un ruolo così forte se la gestione dei rifiuti era pubblica? Una domanda che mi auguro si sia posta chi oggi crede che il modello pubblico sia preferibile a quello privato. Il mio gruppo ha votato a favore, dando un’apertura di credito, ma a condizione che la gestione resti interamente pubblica. Restiamo in attesa che il sindaco dica che ruolo vuole che Spoltore svolga nella nuova gestione pubblica. Per il momento, la nostra città resta con un ecomostro incompiuto e una discarica da rimineralizzare, a fronte di una partecipazione societaria irrisoria nella nuova Ambiente Spa».