«Amministratori superiori ai dipendenti»

Nessuna misura concreta «per la riduzione dei costi di struttura e gestione nelle società le cui partecipazioni vengono mantenute. Da ultimo non viene fornita una quantificazione dei risparmi...
Nessuna misura concreta «per la riduzione dei costi di struttura e gestione nelle società le cui partecipazioni vengono mantenute. Da ultimo non viene fornita una quantificazione dei risparmi conseguibili con le azioni di razionalizzazione programmate, come richiesto dalla legge». Lo scrive la Corte dei Conti circa il Piano predisposto dalla Provincia di Teramo sulla razionalizzazione delle proprie partecipazioni societarie. Mancano inoltre dati utili a valutare il rapporto tra numero di amministratori e dei lavoratori delle società partecipate. Da questo punto di vista sembrerebbe invece acclarato che il Consorzio Punto Europa Teramo e la società consortile Leader teramano non rispetterebbero il criterio previsto dalla legge (che prevede la soppressione delle società che risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti) senza che però il Piano della Provincia - sottolinea la Corte dei Conti - «ne preveda l’eliminazione». Quanto al Comune di Teramo, la Corte dei Conti rileva come in via generale, i documenti «appaiano sufficientemente dettagliati in merito al profilo dell’analisi economico alla base della valutazione di mantenimento o dismissione della partecipazione». Anche se la valutazione di indispensabilità della partecipazione per il perseguimento delle finalità istituzionali non risulta sempre sufficientemente motivata, soprattutto nei casi di società strumentali come nel caso del Consorzio Punto Europa. Criticità per Farmacia comunale, che presenta un numero di amministratori superiore ai dipendenti e «ciononostante non vengono contemplate né misure di revisione della composizione numerica dell’organo di amministrazione, né di viene disposta la dismissione della società». Infine l’operazione azionaria prevista per le società Mo.te e Te.Am ambiente «non appare tuttavia idonea a consentire il rispetto del quadro normativo e, conseguentemente, all’eliminazione delle società cosiddetto doppione».(i.p.)

