Ampliamento dello stadio, sì del Comune

La società Pescara calcio chiede di ammodernare l’impianto sportivo, ma la Soprintendenza frena
PESCARA. Nuovo vertice in Comune, ieri mattina, per parlare di ampliamento dello stadio Adriatico Cornacchia. Amministrazione comunale, Regione, Soprintendenza e Credito sportivo si sono riuniti intorno allo stesso tavolo per tracciare il percorso che dovrà portare alla riqualificazione e all’ampliamento dell’impianto, rendendolo adeguato alle moderne esigenze di svolgimento degli eventi sportivi e di spettacolo e nel contempo idoneo a favorire la sostenibilità finanziaria della gestione.
Tutti d’accordo sull’operazione, ma la Soprintendenza alle Belle arti e paesaggio d’Abruzzo ha ricordato che sull’intero complesso dello stadio, di proprietà del Comune, che fu disegnato dall’architetto Piccinato, insistono vincoli che ne confermano la valenza storico-architettonica. Così, ieri mattina, si è insediato il tavolo tecnico che dovrà in questi mesi lavorare alla realizzazione della progettazione dell’intervento secondo canoni condivisi da parte di tutti i soggetti interessati. Oltre al sindaco Carlo Masci, erano presenti il governatore della Regione Marco Marsilio, il vice sindaco Gianni Santilli e l’assessore comunale allo sport Patrizia Martelli. Con loro il presidente e il responsabile Sport advisory dell’Istituto per il credito sportivo Andrea Abodi e Lorenzo Santoni e il presidente della Delfino Pescara 1936 Daniele Sebastiani.
Collegata in streaming la Soprintendente Rosaria Mencarelli, affiancata dai funzionari Giorgio Pezzi e Roberto Orsatti.
Sono stati illustrati i contenuti della proposta, la stessa di cui si discute già da qualche anno e che, in estrema sintesi, ipotizza la creazione di un impianto solo per il calcio, ma che sia in grado di accogliere concerti, spettacoli ed eventi culturali, oltre che spazi per l’accoglienza dell’utenza, per la ristorazione e, naturalmente, aree di parcheggio.
«L’obiettivo più importante», hanno rimarcato i presenti, «è quello di conciliare la naturale destinazione e vocazione sportiva dell’impianto con le esigenze di tutela storica e architettonica».
Le parti torneranno a incontrarsi a breve per esaminare nel dettaglio i contenuti tecnici delle possibili soluzioni progettuali, il piano finanziario e i tempi.

