Analisi meningite, è il giorno della verità

4 Maggio 2019

Se il ceppo che ha ucciso Andrea Montebello si rivelerà ad alto rischio potrebbe scattare la vaccinazione a tappeto

PESCARA. Sono attesi per oggi, o al massimo per lunedì, i risultati degli accertamenti promossi dalla Asl di Pescara dopo la morte di Andrea Montebello, il 21enne di Città Sant’Angelo stroncato da una meningite fulminante. Il giovane cassiere, arrivato in ospedale la sera del 30 aprile, è morto alle 5 del primo maggio nel reparto Rianimazione, dopo un primo ricovero nel reparto Infettivi, dove la diagnosi è stata immediata e anche le cure con infusioni di cortisone, antibiotici e farmaci innovativi. Attraverso i test (la tipizzazione del ceppo) richiesti dalla Asl di Pescara e in corso all’azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze e all’Istituto superiore di Sanità di Roma si punta ad accertare se il ceppo sia o meno ad alto rischio perché, in caso affermativo, si potrebbe rendere necessaria una campagna di vaccinazione. Ma al momento è presto per dirlo perché, come prima cosa, va atteso il risultato di tutti gli approfondimenti del caso: l’unico dato noto già dal primo maggio è che Andrea è stato ucciso da una sepsi meningococcica fulminante da “Neisseria meningiditis”.
Dal primo istante la Asl si è attivata e ha rassicurato la popolazione, parlando di un caso isolato e indicando il da farsi. E anche ieri il messaggio dell’Azienda è stato dello stesso tenore, anche se in molti hanno continuato a contattare telefonicamente la Asl (Servizio di Igiene Epidemiologia e Sanità Pubblica) e il 118 per chiedere informazioni dettagliate. Ma non ci sono stati nuovi allarmi: e cioè, non ci sono stati altri casi, nessun contagio. E il rischio che ciò accada diminuisce con il passare delle ore e dei giorni in maniera esponenziale, come hanno sottolineato ieri proprio dalla Asl, dove l’attività dell’Unità di crisi viene seguita da Rossano Di Luzio, della direzione sanitaria. Il batterio, aveva già detto proprio Di Luzio, per tranquillizzare la popolazione, «non è resistente all’aria» e dopo «qualche ora sparisce»: un messaggio, questo, rivolto in particolare ai clienti del supermercato dove lavorava il giovane Andrea a Montesilvano.
Dopo aver attivato l’Unità di crisi per la profilassi e l’inchiesta epidemiologica, la Asl ha reso noti i farmaci da somministrare ai soggetti potenzialmente a rischio, cioè coloro che hanno avuto contatti diretti nell’ultima settimana con il giovane di Città Sant’Angelo (la comunicazione è tuttora pubblicata sul sito internet www.ausl.pe.it). E con la profilassi farmacologica indicata, ha chiarito proprio la Asl, il rischio di contrarre la malattia si riduce fino a valori prossimi allo zero. La stessa profilassi è stata suggerita in caso di dubbio, invitando gli interessati a rivolgersi al medico di famiglia e al servizio di guardia medica. Mercoledì mattina la preoccupazione si è diffusa in men che non si dica e in tanti si sono rivolti alla guardia medica di Città Sant’Angelo. Una trentina, poi, le persone che hanno raggiunto il pronto soccorso dell’ospedale di Pescara, sempre dal momento in cui si è diffusa la notizia.
La profilassi è scattata immediatamente per familiari, amici e colleghi di lavoro di Andrea, che giovedì hanno salutato per l’ultima volta il giovane a Città Sant’Angelo, nella collegiata di San Michele Arcangelo. E ora non resta che attendere l’esito dei test in corso.
«Alla luce delle evoluzioni che ci sono state in campo medico è possibile avere una scheda analitica», dice Giustino Parruti, direttore dell’Unità Operativa Complessa Malattie Infettive. E poi, una volta ricevuta una relazione della Asl, la Regione si potrà muovere di conseguenza, forte delle esperienze di altre Regioni.