«Analisi spot, risultati dubbi»

8 Luglio 2015

Il biologo: «Nessuna relazione con la balneabilità delle acque»

PESCARA. «Un'iniziativa sicuramente utile perché sensibilizza rispetto al risanamento dei fiumi, ma ciò che viene fuori non è oro colato. Un monitoraggio vero va fatto con metodiche ufficiali e con costanza nel tempo: in altre parole, le istituzioni preposte elaborano tutti i fotogrammi del film, loro, invece, fanno delle fotografie istantanee». Così il biologo abruzzese Giovanni Damiani, esperto di tematiche ambientali, commenta i risultati del monitoraggio condotto sulle coste abruzzesi da Goletta Verde e io cui risultati parlano di sette punti “fortemente inquinati” su nove analizzati. «I risultati emersi non sono riconosciuti ufficialmente, come più volte detto da tutti i ministri che si sono succeduti, in occasione di interrogazioni parlamentari ed attività istituzionali», sottolinea l'esperto. «Loro hanno un laboratorio mobile e metodi propri, le istituzioni preposte e le agenzie per la tutela ambientale, invece, utilizzano metodi ufficiali e riconosciuti dallo Stato. Tali enti effettuano campionamenti ogni 15 giorni e se ci sono problemi tornano per nuovi prelievi e nuovi esami, mentre loro lo fanno una volta all'anno. I monitoraggi, tra l'altro», aggiunge Damiani, «sono stati effettuati principalmente alle foci dei fiumi: in Italia non esiste una foce di un fiume che non sia inquinata».

L'esperto sottolinea inoltre che il tema della balneazione e della balneabilità della acque «non ha nulla a che vedere con l'ecologia del mare, perché la legge sulla balneazione è una norma di tipo sanitario che tutela gli utenti dal punto di vista della salute». Diversa è, invece, la situazione per quanto riguarda lo stato di salute del mare e, in tal senso, conclude Damiani, «è noto che l'Adriatico è un mare che soffre». (l.d.)

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