Anche gli ambientalisti difendono il parco

17 Febbraio 2017

Le associazioni Pro filanda: «Non permetteremo mai che si costruisca nell’area di via Pasolini»

PESCARA. «Le associazioni per la conservazione della memoria della Filanda non acconsentiranno mai al fatto che un solo centimetro quadrato di patrimonio verde di Pescara sparisca». Lo hanno fatto presente le numerose organizzazioni che hanno costituito un comitato Pro filanda. Martedì scorso, era scoppiata una lite tra i rappresentanti del comitato e i residenti durante un sopralluogo al parco pubblico di via Pasolini della commissione Gestione del territorio. Secondo una proposta, una parte del parco dovrebbe essere ceduta al proprietario dell’area di via Monte Bolza, dove si trovava l’ex filanda demolita, per consentirgli di costruire un edificio con appartamenti, in cambio della cessione al Comune del suo terreno, all’interno del quale verrebbe realizzato l’opificio da adibire a casa dei lavori femminili.

Le associazioni hanno voluto precisare la loro posizione, perché alcuni residenti li avevano accusati di essere favorevoli alla cementificazione del parco pubblico. «Lavoriamo», hanno scritto in una nota, «solo perché si accresca la massa fotosintetica di cui Pescara ha un bisogno vitale. Le associazioni per la filanda non hanno alcun dubbio nel ritenere assolutamente inaccettabile quella collocazione nel cuore dell’area verde del quartiere. Nei propri autonomi sopralluoghi, avevamo pensato di poter valutare diversamente un’eventuale collocazione in zone marginali dell'area. Ma abbiamo sempre evitato di proporre in prima persona aree di scambio, lasciando il compito all'autorità comunale che, nell'interesse generale della cittadinanza, ha il quadro dei pesi e contrappesi».

«Il ruolo delle associazioni» si legge ancora, «resta quello di indicare alla comunità l'esigenza di salvaguardare un luogo storico della città, impedendo che anche le residue tracce dell'originario complesso, come il pregevole Casino di caccia, vengano affogate in un’oppressiva edificazione e, sostanzialmente, cancellate».

«Il compito dell'amministrazione comunale», concludono, «è quello di individuare le possibili soluzioni urbanistiche, compatibili con gli assetti della zona prescelta per lo spostamento dei volumi, oggi previsti, nell'ambito delle aree nella sua disponibilità. Per questo è giusto sollecitarla ad approfondire la ricerca, anche con soluzioni alternative».

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