Anche la ricerca fa un passo avanti

L’Aquila, una nuova scoperta sui raggi cosmici grazie agli scienziati del Gssi
L'AQUILA . C'è anche un pezzettino di Abruzzo nella scoperta che svela le proprietà dei raggi cosmici di altissima energia.
Finora ci si interrogava sulla natura e l’origine di queste particelle, che sono le più energetiche che dal cosmo arrivano sulla terra: grazie anche al contributo degli studiosi del Gran Sasso science institute e dell’Università dell’Aquila si è scoperto che si tratta di protoni e nuclei atomici di elementi man mano più pesanti, fino ad arrivare ai nuclei di ferro.
Il risultato è stato ottenuto analizzando i dati finora raccolti dall'osservatorio Pierre Auger e riportato in due articoli, appena usciti, sulle prestigiose riviste scientifiche internazionali Physical Review Letters e Physical Review D. I raggi cosmici misurati dall’esperimento Pierre Auger sono particelle subatomiche con energie elevatissime - fino a circa 100 Eev, ovvero 100 miliardi di volte l’energia che corrisponde alla massa a riposo di un protone - e definiti per questo Ultra High Energy Cosmic Rays.
Agli studi, per identificare le sorgenti che emettono queste particelle e i processi in grado di fornire loro energie così estreme, partecipano migliaia di scienziati in tutto il mondo tra cui gli studiosi del Gssi e dell'ateneo aquilano, insieme ad altri colleghi italiani coordinati dall’Istituto nazionale di fisica nucleare.
Il gruppo aquilano è costituito, per il Gssi, dai professori Ivan De Mitri e Sergio Petrera, dalla ricercatrice Felicia Barbato e dal dottorando, Antonio Condorelli. Per il dipartimento di Scienze fisiche e chimiche dell’Università dell’Aquila, dai professori Vincenzo Rizi e Francesco Salamida, dalla ricercatrice, Denise Boncioli, e dai dottorandi, Massimo Mastrodicasa e Caterina Trimarelli.
La collaborazione Pierre Auger sta effettuando un potenziamento dell’apparato sperimentale per ottenere informazioni più precise sui raggi cosmici e contribuire alla comprensione dei meccanismi che regolano le sorgenti astrofisiche che, dentro e fuori la nostra galassia, riescono a portare questa radiazione ad energie così elevate. (m.p.)

