«Ancora danni per la pioggia» Imprenditore chiede i danni
CAPPELLE SUL TAVO. Tre alluvioni in quattro anni. Sono allo stremo e minacciano di chiedere i danni al Comune gli imprenditori e i residenti di via Fiume Tavo, budello di strada lungo 500 metri dove...
CAPPELLE SUL TAVO. Tre alluvioni in quattro anni. Sono allo stremo e minacciano di chiedere i danni al Comune gli imprenditori e i residenti di via Fiume Tavo, budello di strada lungo 500 metri dove sono concentrate una decina di attività commerciali, ferro e gomme prevalentemente, e residenze private, per un totale di un centinaio di persone. A denunciare l’ennesimo «disastro ambientale e danni alle suppellettili nelle aziende» sono gli imprenditori Valloreo della Rovalgom: «Le bombe di acqua piovana e fango», spiegano, «ci arrivano dalla collina, contrada Staffieri, e scendono a valle. La melma, che questa volta ha raggiunto i 60 centimetri, invade case e imprese. È stato così anche il 15 novembre 2017 e il 2 dicembre 2016, impossibile dimenticare le date. Ogni volta rimaniamo prigionieri del fango, non possiamo uscire e le attrezzature vanno in rovina con notevoli costi economici da affrontare». Ogni volta «ci attacchiamo al telefono per chiamare i vigili del fuoco e i carabinieri che intervengono e fanno quello che possono. Di tasca nostra paghiamo centinaia di euro per le pompe idrovore che vengono a risucchiare la melma, ma non si può andare avanti così». Imprese e famiglie chiedono aiuto al Comune, guidato dal sindaco Maria Felicia Maiorano Picone. «Chiederemo i danni agli amministratori che ci rispondono sempre: la strada è privata, non possiamo fare nulla». (c.co.)
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