Andrea trovato morto nella cella frigorifero, l’avvocata: “Quadro non chiaro, servono altri accertamenti”

La vicenda del 38enne originario di Penne trovato morto in una cella frigorifera di un supermercato di Termoli, dove lavorava, il 15 settembre dell'anno scorso
PESCARA. "Il quadro investigativo non può ritenersi definito e saranno necessari ulteriori accertamenti specifici e approfonditi per giungere a una ricostruzione realmente completa, coerente e fondata su un'analisi complessiva di tutti gli elementi raccolti". Così, oggi, l'avvocata Paola Cecchi che rappresenta Angela Dileva, compagna di Andrea Costantini, il 38enne originario di Penne (Pescara) trovato morto in una cella frigorifera di un supermercato di Termoli, dove lavorava, il 15 settembre dell'anno scorso.
Cecchi rende noto che è stata depositata la relazione medico-legale dopo l'autopsia. "Le indagini difensive proseguiranno con il massimo rigore, nella convinzione che solo un approfondimento integrato di tutti i dati investigativi e tecnici potrà consentire di comprendere pienamente le circostanze della morte di Andrea Costantini". Secondo l'avvocata "gli esiti dell'elaborato peritale non possono, allo stato, considerarsi dirimenti né esaustivi rispetto alla complessiva ricostruzione dei fatti, anche tenuto conto delle condizioni in cui l'esame autoptico è stato eseguito, a distanza di mesi dal decesso. Proprio per tale ragione, la relazione depositata appare destinata ad aprire ulteriori scenari investigativi che dovranno necessariamente essere approfonditi anche alla luce degli elementi emersi dalle indagini difensive e dagli accertamenti tecnici già svolti, compresi quelli di natura informatica".
Sin dall'inizio della vicenda, Cecchi ha ritenuto necessario approfondire ogni possibile elemento utile alla ricostruzione dei fatti, disponendo di propria iniziativa accertamenti tecnici sul cellulare di Costantini. "La successiva richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di acquisire i dati ritenuti rilevanti ai fini investigativi rappresenta un passaggio particolarmente significativo - spiega -, poiché dimostra la volontà dell'Autorità giudiziaria di proseguire negli approfondimenti anche sulla base degli elementi emersi dalle attività difensive già svolte. La gestione della copia forense integrale è sempre avvenuta nel pieno rispetto della riservatezza investigativa e della tutela dei dati personali di Costantini, ragione per la quale la documentazione non è mai stata divulgata al di fuori delle sedi istituzionalmente competenti".

