Animali in commedia (d’azione)

16 Ottobre 2016

“Pets” arriva dai collaudati creatori di “Cattivissimo me” e “I Minions”

Dai creatori di “Cattivissimo me” e de “I Minions” non ci si poteva che aspettare un successo annunciato. Il loro “Pets – Vita da animali”, presentato alla Mostra di Venezia, è infatti già campione d’incassi in America e punta a diventarlo anche da noi. Dietro la macchina da presa, Chris Renaud (già regista di “Lorax”) e Yarrow Cheney (animatore dei titoli citati), dietro ogni cosa la Illumination Entertainment, che da anni tenta di minare il duopolio Dreamworks e Disney Pixax, con ottimi risultati. Co-produce la Universal, per realizzare una pellicola quasi d’altri tempi, stracolma di personaggi e dalla struttura non dissimile da quella dei classici Disney degli anni Sessanta. Insomma, rinuncia ad una storia coesa, preferendole una galleria di battute, caricature e scene spassose, ma questa volta immerse nella tecnica CGI. Il ritmo non manca, al contrario, “Pets” è una commedia d’azione veloce e sfrenata, e rivolta a un pubblico che non ha età. L’idea è brillante. Siete davvero sicuri che quando chiudete la porta di casa i vostri animali domestici sonnecchino tutto il tempo su un divano? Quelli di “Pets” non aspettano altro, a partire dal cane Max, caposquadra di una combriccola di bestiole made in Manhattan che ne combina di tutti i colori. Quando i gatti non ci sono… i topi ballano, e la nostra compagnia trasforma l’evasione in avventura, tra accalappiacani assatanati e sotterranei metropolitani dove vivono bande fuorilegge di pericolosi quattrozampe. L’altezza e canina e tutto inizia il giorno in cui il simpatico Terrier Max si trova a dover dividere i suoi spazi e i suoi affetti con Duke, enorme randagio a cui la padroncina Kate offre asilo e affetto. La rivalità dei due sfocia in una rocambolesca avventura che li vedrà affrontare molti pericoli, su tutti la gang del sociopatico Nevosetto, un coniglietto dall'aspetto tutt'altro che spaventoso, ma dagli intenti per nulla amichevoli. A breve distanza da “Zootropolis”, un’altra giungla urbana, piena zeppa di protagonisti e di sorprese. E se Max è un viziato re del quartiere, i barboncini adorano il metal, i bassotti farsi massaggiare dal robot di cucina e la gattona Chloe è pigra quanto cinica. Chi vive nelle fogne della Grande Mela non è meno stravagante, una folla di “abbandonati”, tra cui spicca Nevosetto, coniglietto morbidissimo e insieme animato da istinti omicidi nei confronti del genere umano. E’ la ricerca della risata ad animare “Pets”, la ricerca del tormentone, che con i “Minions” è quasi divenuto il marchio di fabbrica di Illumination e dei suoi film. Il divertimento è scacciapensieri, non rivaleggia certo per profondità con quello di cugini di tutt’altro spessore e livello, quanto a temi e a contenuti, che peraltro anche qui non mancano. Le due ore volano via, questo è certo, perché, in fondo, semplice e geniale è l’idea di partenza, e da questa brillante premessa i co-sceneggiatori Ken Daurio, Brian Lynch e Cinco Paul hanno tratto un dado fatto di action, citazioni e divertimento, ma anche di rapporti d’amicizia capaci di suscitare emozione. Nella trama, “Pets” ricorda l’insuperabile “Toy Story”, d’altronde Max e Katie sono inseparabili, è lui il miglior amico di lei sino all’arrivo di Duke, e la forza è nella squadra, una miriade di personaggi secondari frutto di una grande inventiva. Citazioni? Sì, perché molte delle gag sono cinefile, si cita ad esempio il “nessuno è perfetto” di “A nessuno piace caldo”, ma anche “Gli uccelli” di Hitchcock e “Grease”, “La finestra sul cortile” e “Jurassic Park – Il mondo perduto”. Senza dimenticare gli altri titoli Illumination, da “I Minions” all’imminente “Sing”, di cui più volte compare il manifesto sul retro di un autobus.