«Anna, non ci lasciare: c’è bisogno di te»

2 Novembre 2018

Migliaia di persone in lacrime all’ultimo saluto alla 14enne studentessa del liceo Classico. La piccola sarà cremata

SPOLTORE. «Non lasciarci, Anna. Non lasciarci mai, abbiamo tanto bisogno di te». Papà Pasquale ha parlato dal pulpito e non ha versato una lacrima. Aveva lo sguardo fiero e sereno di chi sa che ora deve essere forte per tutta la famiglia. Ha incrociato le mani sul petto, si è diretto verso la bara della figlia, ha raddrizzato la foto luminosa e ne ha baciato il ritratto. Poi è tornato al banco in prima fila e ha abbracciato stretto stretto la piccola di casa, Elena, 8 anni, la moglie Antonella e l’altro figlio, Carlo, 16 anni.
Intorno a lui, un fiume di gente in lacrime. Non finivano mai quelle di mamma Antonella che, neppure per un attimo, ha staccato gli occhi da quella bara bianca ricoperta di tante rose bianche e farfalline bianche appuntate qua e là o chiuse tra le mani dei familiari più prossimi.
Circa 1500 persone arrivate anche dai paesi vicini e da Pescara, hanno invaso via della Libertà per seguire i funerali di Anna Segamiglio, strappata alla vita da un male fulminante che l’ha colpita neppure due settimane fa. Ricoverata in ospedale, è morta martedì scorso nel reparto di Ematologia tra le braccia di mamma e papà.
Molti hanno seguito la cerimonia funebre affacciati alle finestre di casa.
Un intero paese, Caprara di Spoltore, con gli occhi lucidi e gonfi, ha abbracciato idealmente la famiglia Segamiglio colpita prematuramente dal lutto per la perdita di una ragazzina più grande della sua età, 14 anni.
La piccola chiesa dei Santi Cosma e Damiano, ieri pomeriggio, scoppiava di persone straziate dal dolore. Nel silenzio della preghiera si udivano solo gli echi dei singhiozzi e dei nasi da soffiare. C’erano i compagni del liceo classico D’Annunzio, gli insegnanti, i rappresentanti scolastici della media Tinozzi con lo stendardo della scuola frequentata da Anna e i suoi fratelli, gli anziani del paese che l’hanno vista crescere e giocare con i nipotini, gli esordienti della Pescara calcio in divisa d’ordinanza.
Sul sagrato tanti palloncini bianchi hanno accolto il feretro, alle 15, che si è fatto strada nel muro umano per entrare in chiesa.
Il parroco, don Giovanni Cianciosi, ha dovuto interrompere più volte l’omelia. Col groppo in gola e le lacrime che gli rigavano il viso, tirava avanti con difficoltà: «Ho provato a cercare le parole per colmare il vuoto, lo strazio di questo momento, ma non vi nascondo che non le ho trovate. Ho cercato di interpellare quel Dio in cui credo, ma mi sono trovato di fronte a un silenzio che non ho compreso». Il sacerdote ha ripercorso gli attimi in cui ha raggiunto trafelato l’ospedale, tre giorni fa, chiamato dalla famiglia al capezzale di Anna: «In quella corsa il mondo mi era contro, l’ingorgo sulle strade, l’imbranato di turno, il traffico dei centri commerciali. Quando sono arrivato, Anna era appena spirata. Non è stato facile per la famiglia quel momento, ma neppure per me. Però ho visto tanti segni d’amore, gli infermieri piangevano. Mi sono chiesto: come si fa a morire a 14 anni? Non so dare risposte, ma ognuno di voi, ora, deve saper vivere la propria sofferenza».
L’attrice pescarese Assunta Dezio, docente del comprensivo 8, ha letto un libro del libro dell’Apocalisse che parlava di «moltitudini immense». Le stesse che ieri onoravano una ragazzina tanto forte e tanto fragile che spargeva amore ovunque andasse. Ha stretto mani, papà Pasquale, imprenditore ed ex assessore comunale a Spoltore, che ha sussurrato: «Anna era destinata a qualcosa di più grande. Mi diceva: non importa se vivo o muoio, è lo stesso». Ha ricordato che la sua famiglia «è speciale e unita e lei era una figlia speciale». E ha concluso: «Anna, dacci un segno della tua presenza. Abbiamo tanto bisogno di te».
Una messa di suffragio per la ragazza si terrà domenica prossima alle 17, nella stessa chiesa di Caprara. Ma intanto, ieri pomeriggio, quando la messa è finita, la salma è stata trasferita sul sagrato affollato. Mamma Antonella, straziata davanti alla bara della figlia, ha ringraziato i presenti: «Sento i vostri cuori vicino».
Non ci saranno fiori e lumini nel cimitero del paese, per l’adolescente scomparsa che ha lasciato un segno indelebile nella piccola comunità.
Mentre il feretro si allontanava, la zia di Anna, Carla, ha svelato l’ultimo desiderio della nipote: «Voleva essere cremata, poi sarà riportata a casa». Le sue ceneri saranno depositate in un’urna. Così Anna tornerà presto dalla sua famiglia.