Antenna da 26 metri, lavori e proteste

Riapre il cantiere del maxi ripetitore in via Valle Furci. Insorge il comitato: dove sono finite le promesse elettorali?
PESCARA. Sono partiti giovedì scorso, nel silenzio delle istituzioni, i lavori per il maxi antennone alto 26 metri, in via Valle Furci, una stradina che si arrampica lungo la collina pescarese, al confine con Montesilvano e Spoltore. In assenza di un apposito regolamento comunale che autorizzi i punti della città in cui è possibile potenziare il segnale telefonico, attraverso la costruzione di nuovi impianti, la Telecom ha presentato una nuova domanda e ha ottenuto tutti i permessi da parte della Asl, dell’agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) e dell’ente nazionale per l’aviazione civile) (Enac).
Non sono bastate, finora, le proteste dei residenti che da qualche mese hanno ripristinato il comitato “No antenne Pescara Colli”, lo stesso che tre anni fa riuscì con una serie di manifestazioni di piazza, e un ricorso al Tar, a scongiurare il progetto di potenziamento del segnale telefonico da parte del colosso delle telecomunicazioni. Oggi, la realizzazione della maxi antenna alta 26 metri, in un terreno privato protetto da un cancello d’ingresso, è ripresa lasciando di stucco i residenti che, da un giorno all’altro, si sono ritrovati sotto casa gli operai della Telecom e i cartelli del cantiere con l’indicazione delle prescrizioni di sicurezza e i nomi dei responsabili dei lavori. «Sono lavori illegittimi», fanno presente i residenti di via Valle Furci, «nonostante diffide e apparenti sospensioni, sono ripartiti i lavori, calpestando regole e cittadini. Come al solito ci ritroviamo soli, al freddo, per strada, disperati a cercare in ogni modo e con mille sacrifici di evitare l'ennesimo scempio pescarese».
I cittadini sventolano l’impegno alla legalità e alla trasparenza sul problema delle antenne preso durante le scorse elezioni amministrative da tutti i candidati alla poltrona di sindaco di centrosinistra, centrodestra, Movimento 5 stelle e liste civiche. «Il Comune di Pescara dov'è?», si chiedono i residenti dei Colli, «i candidati e i partiti o movimenti tutti, che si erano impegnati ufficialmente nella passata campagna elettorale di provvedere alla pianificazione degli impianti di telefonia nel territorio di Pescara, dove sono?».
«Si continua a procrastinare la mancata regolamentazione», spiega il comitato "No antenne Pescara Colli, «il che equivale alla scellerata "antennizzazione", con relativa deturpazione di un paesaggio già violentato dal cemento, dove l'unica regola è speculare, dove l'unico bene comune è rendere la città sempre più brutta, dove alle tante parole e progetti di innovazione e valorizzazione del territorio si contrappone l'annosa inefficienza, incompetenza e superficialità della classe politica che manca di visione. Eppure, Pescara avrebbe ancora spazi paesaggistici da valorizzare, proprio in quella zona collinare che sta per essere condannata a morte da un'antenna di 30 metri, in quel versante rimasto ancora favolosamente incontaminato, che si affaccia verso Spoltore e Montesilvano, zona collinare centralmente strategica tra il potenziale parco archeologico del Colle del Telegrafo e il potenziale Parco Fluviale».
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