Antenne telefoniche, polemica sui canoni

Penne. Il consigliere Frisa: «Tariffe troppo basse per le aziende, l’amministrazione deve aumentarle»
PENNE. Il canone di locazione che le compagnie telefoniche assicurano al Comune di Penne per i ripetitori installati sul palo di Colle Castello e su quello di Colleromano è troppo basso. A sollevare la questione, nel corso dell'ultimo consiglio comunale, è stato il consigliere del gruppo d'opposizione di Penne ribelle Gabriele Frisa.
«Nel documento di bilancio alla voce entrate sono rimasto stupito. Non riuscivo a credere che i colossi delle compagnie telefoniche pagassero un cifra così irrisoria rispetto ai loro incassi», ha detto Gabriele Frisa. «Per i due pali il Comune di Penne percepisce esclusivamente 35mila euro l'anno. Nulla se paragonato a quanto questi colossi ricevono dalla nostra comunità attraverso le ricariche telefoniche che i cittadini effettuano durante l'arco dell'anno». «In base ai miei conti alla buona questi grandi operatori incassano solo a Penne qualcosa come un milione 300mila euro», ha precisato ancora il capogruppo di Penne ribelle. «A mio avviso», continua Frisa, «considerate le gravi difficoltà di tante famiglie ad arrivare a fine mese nel pagamento delle bollette, considerati i rincari energetici, un aumento nel canone di affitto per gli operatori telefonici permetterebbe all'ente di destinare un somma più sostanziosa per il sostegno delle famiglie in difficoltà».
«Il contratto tra il Comune di Penne e questi colossi telefonici, però, scadrà non prima del 2024, quindi solo tra due anni potrà essere rivisto. Io triplicherei quantomeno l'affitto, almeno a 100mila euro», ha detto ancora il consigliere di Penne ribelle. «Spero che l'assessore Campitelli, che durante il consiglio comunale ha ammesso come il canone attuale sia troppo basso, nel 2024 faccia di tutto per adeguare le tariffe al rialzo per i colossi telefonici». «Non si possono chiedere sacrifici ai cittadini e poi agevolare i potenti», ha concluso Frisa. (f.bel.)

