Antisismica solo una scuola su 10
Il 40% degli istituti è in aree a rischio. La metà ha fatto i collaudi
ROMA. In Italia «il 40% delle scuole si trova in aree ad elevato rischio sismico». Ma non è soltanto una questione di luoghi, che in un territorio fragile come il nostro non può essere facilmente elusa. Perché, come se non bastasse, «quasi il 90% delle scuole del nostro Paese sono costruite senza criteri anti-sismici»; e «soltanto una su due ha certificati di collaudo e idoneità statica».
Questo l’allarme sull’edilizia scolastica contenuto nel nuovo rapporto “Ecosistema scuola” messo a punto da Legambiente. L’indagine - fatta su scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado su un campione di 6mila strutture nei capoluoghi di provincia - racconta anche di come il 65,1% degli edifici sia stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica (1991).
«Sono stati stanziati 7,4 miliardi di investimenti e 27mila sono gli interventi avviati per l’edilizia scolastica», spiega Legambiente facendo presente come «negli ultimi anni sul fronte dell’edilizia scolastica si sia aperta una nuova fase» con la nascita della Struttura di missione. Complessivamente «il 71% degli interventi avviati è stato di tipo non strutturale e questo spiega perché non si vedono ancora grandi miglioramenti. Solo il 15,3% delle scuole ha fatto indagini diagnostiche dei solai mentre il 5,3% ha effettuato interventi di messa in sicurezza»; sul versante della sicurezza antisismica «cresce la percentuale media» degli edifici che hanno fatto verifiche di vulnerabilità sismica (31%); rimane «troppo bassa la media di quelli costruiti secondo criteri antisismici, meno del 13%».
Ancora forti le differenze tra nord e sud: al meridione 3 scuole su 4 si trovano in aree a rischio sismico mentre al settentrione c’è «una discreta capacità» di investimento (in manutenzione straordinaria quasi 63mila euro ad edificio).

