Appalti Asl, l’inchiesta si allarga E gli indagati prendono tempo

18 Giugno 2022

Ieri i primi due interrogatori davanti al gip: restano in silenzio Graziano Canonico e Fabio Tonelli Ma per la Procura ci sono altri 4 filoni da approfondire dopo l’estate, tra gli indagati anche Ciamponi

PESCARA. Rispettando le anticipazioni della vigilia, i due primi interrogatori dei cinque arrestati nell’inchiesta sullo scandalo delle gare di appalto pilotate della Asl di Pescara (le accuse contestate sono di turbativa d'asta e corruzione), sono andati a vuoto.
Graziano Canonico, il factotum dell’imprenditore della sanità Vincenzo Marinelli, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip Antonella Di Carlo che ha firmato la misura cautelare. E lo stesso ha fatto l'imprenditore lancianese Fabio Tonelli, coinvolto per le forniture di mascherine in piena pandemia: un affare da 2 milioni di euro, in un momento di grande sofferenza per tutti, medici e infermieri per primi che avevano difficoltà a reperire i dispositivi di protezione.
I rispettivi difensori di fiducia, Ernesto Torino Rodriguez e Marco Perrucci, uscendo dall’aula di interrogatorio hanno detto sostanzialmente le stesse cose. «A fronte di un’ordinanza di 600 pagine», ha spiegato l'avvocato Marco Perrucci che assiste Tonelli, «quattro giorni sono davvero pochi, anche perché parliamo di contestazioni molto complesse. Quindi Tonelli esporrà le sue difese successivamente, una volta presa cognizione di tutte le accuse che gli vengono mosse».
Stesso discorso per il difensore di Canonico: «Noi gli atti di indagine li abbiamo avuti solo ieri. Tecnicamente per rispondere bisogna prendere atto non solo della contestazione, ma anche degli elementi sui quali si fonda. E siccome sono atti scritti da magistrati competenti, per poter controbattere bisogna conoscere il costrutto sulle quali si basano le accuse».
Il secondo round è invece in programma lunedì con i due della Asl finiti anche loro ai domiciliari: davanti al gip sfileranno la dirigente Tiziana Petrella e il suo braccio destro, Antonio Verna. Mentre il personaggio chiave dell’inchiesta, Vincenzo Marinelli, 86 anni, dovrebbe essere ascoltato mercoledì prossimo, sempre che le sue condizioni di salute lo permettano, visto che sembra sia stato già presentato un certificato medico a sostegno della sua momentanea indisponibilità. Questi i prossimi passaggi dell’inchiesta che viene considerata dalla procura soltanto la punta dell’iceberg di una indagine a tutto campo che si compone di almeno altri quattro filoni che sembrano andare a scoperchiare un sistema ritenuto malato riguardo alla gestione della sanità pubblica, dove la politica avrebbe svolto il suo ruolo.
Una indagine che soltanto in questa prima fase chiama in causa un esponente politico di rilievo come il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e come l'ex sottosegretario alla giustizia, Federica Chiavaroli (entrambi accusati di turbativa d’asta), ma che fra i circa 50 indagati complessivi del procedimento conta altri rappresentanti politici come Mauro Febbo (accusato di corruzione), Silvio Paolucci (rivelazione di segreto d’ufficio) e Fabrizio Di Stefano, anche se con posizioni molto diverse l’una dall’altra, che si inseriscono in altri filoni di inchiesta che verranno definiti probabilmente dopo l’estate, dove peraltro trova spazio, quale indagato, anche l’attuale direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi, oltre ad avvocati, medici, imprenditori e funzionari pubblici.
Per ora la procura, con il pm titolare dell'inchiesta, Andrea Di Giovanni, tende a concentrarsi su questa già corposa tranche che, a detta del gip, «ha evidenziato fatti di inaudita gravità». Con al centro il rapporto molto stretto, basato su episodi blindati di corruzione (implacabili le intercettazioni ambientali) tra l’imprenditore Marinelli e la dirigente Asl Petrella che, «mentre ha assunto condotte intransigenti», come scrive il giudice nella misura, «nei confronti di coloro che volevano in qualche modo condizionare le procedure di gara o comunque avere notizie privilegiate, a volte anche semplici informazioni, all'insegna della equidistanza e dell'imparzialità del suo alto ruolo, come da lei più volte sottolineato nelle conversazioni intercettate, di contro al solo Vincenzo Marinelli riservava un trattamento diverso e privilegiato dettato dalle corresponsioni, anche materiali, che ne traeva».
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