Appalti Asl pilotati, il pm: ecco come veniva favorito Marinelli

20 Giugno 2022

La dirigente Tiziana Petrella e Antonio Verna oggi davanti al gip: per l’accusa «accomodavano le gare» La ex responsabile degli Approvvigionamenti avrebbe condizionato l’esito con l’aiuto del collega

PESCARA. Altro giro di interrogatori davanti al gip Antonella Di Carlo per l’inchiesta sullo scandalo delle gare di appalto pilotate alla Asl che ha fatto scattare gli arresti domiciliari per l’imprenditore della sanità, Vincenzo Marinelli e altre quattro persone. Questa mattina tocca alla dirigente Asl Tiziana Petrella, e al suo braccio destro e uomo di fiducia dentro l’Azienda, Antonio Verna. Difficilmente risponderanno alle domande del giudice, soprattutto Petrella, personaggio chiave dell’inchiesta, per la quale il suo legale, Vincenzo Di Girolamo, stava valutando la possibilità di presentare ricorso al tribunale del riesame per contestare l’esistenza dei requisiti posti a fondamento delle esigenze cautelari. Petrella, ex responsabile del servizio approvvigionamenti e servizi della Asl, era definita personaggio difficilmente avvicinabile, ma che al solo Marinelli permetteva di tutto «essendo a libro paga dell’imprenditore», come scrive lo stesso gip nella misura cautelare. Per il suo ruolo era quella che aveva il potere di far cambiare indirizzo a una gara di appalto condizionandone l’esito e inserendo nella commissione gare personaggi a lei “fedeli” come, appunto, Verna. Tutto questo «per qualche migliaio di euro, per qualche regalia, per qualche cena e per cercare di soddisfare l’ambizione smisurata di ricoprire ruoli apicali», come sostiene il gip Di Carlo. E il suo obiettivo, che non haa raggiunto, era quello di farsi nominare direttore dell’Aric, il centro di committenza da dove si guida quella parte molto delicata della Asl. Incarico che avrebbe dovuto raggiungere grazie alle promesse di Marinelli e del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. E la gara logistica per l’affidamento dei servizi in favore dei pazienti in stato di fragilità (gara da 13 milioni di euro) potrebbe essere forse l’esempio più chiaro di quella sorta di equilibrismo politico da una parte, e di capacità di condizionare una gara dall’altra, stando almeno a quanto sostiene il pm Andrea Di Giovanni nel capo di imputazione dove spiega come la dirigente Asl avrebbe «accomodato» come meglio le serviva, quella commissione gara, inserendo Verna. «Attraverso Verna, suo braccio operativo», scrive il gip, «Petrella veniva a conoscenza delle valutazioni (segrete) che la commissione stava facendo e dei punteggi che la stessa stava attribuendo alle società partecipanti e, d’intesa con Verna stesso, si adoperava per abbassare il punteggio della partecipante Clean Service, riconducibile all'imprenditore Colasante, al fine di annullare il vantaggio della Clean Service rispetto alla concorrente Servizi Ospedalieri (riconducibile a Marinelli ndr) in vista della successiva valutazione delle offerte economiche: per tal via procurava a Servizi Ospedalieri il secondo posto in graduatoria all’esito delle offerte tecniche».
Ma questa non sarebbe stata la sua strategia. Stando alla procura, il “consiglio” le sarebbe arrivato da Sospiri (anche lui fra gli indagati per turbativa d’asta), pedina indispensabile per raggiungere il suo obiettivo all’Aric. «Sospiri», scrive sempre il gip Di Carlo, «quale presidente del consiglio regionale, sollecitava la dirigente e rup Petrella ad “avvicinare” i punteggi attribuiti alla Servizi Ospedalieri ed a Clean Service all’esito dell’offerta tecnica in modo da consentire loro di contendersi l’aggiudicazione all’esito dell’offerta economica». Petrella e Verna rispondono di turbativa d’asta e di corruzione. Mercoledì c’è l'interrogatorio di Marinelli che per problemi di salute diserterà.