Appalti pagati anche con la ghiaia

17 Aprile 2023

La legge (già approvata) che permette di compensare le spese con le imprese

L’AQUILA. La legge regionale numero 19 del 2023 diventa un caso pilota in Italia perché, in un periodo di crisi, introduce per la prima volta il metodo della compensazione delle spese tra la Regione e le imprese che si aggiudicano i lavori per la messa in sicurezza dei fiumi. La norma non è una trovata estemporanea ma è stata approvata in giunta più di due anni fa, prima di approdare in Consiglio il 5 aprile scorso.
È una sorta di uovo di Colombo che introduce il principio del baratto: ti pago con la ghiaia. Per ora non ci si aspetta una la corsa delle imprese ad accudire i fiumi, in cambio di adeguate quantità di ghiaia da prelevare e quindi rivendere, ma bisogna attendere che la Regione appronti un piano ad hoc - attraverso i Geni civili e le Autorità di Bacino - delle aree sovralluvionate dove il materiale ghiaioso è in accesso.
Ci sarà dunque un censimento di queste aree per predisporre un catasto di tratti idonei al prelievo da utilizzare come compenso. Così le imprese potranno eseguire i lavori anche su altri tratti fluviali e poi accettare il saldo equivalente sotto forma di materiale inerte che, sul mercato, ha una propria quotazione. «È una legge veramente innovativa», commenta il direttore del Dipartimento Infrastrutture, Emidio Primavera, «perché tutela gli aspetti di sostenibilità ambientale e, al contempo, permette di rintracciare modalità alternative di reperimento di risorse finanziarie necessarie per le manutenzioni dei corsi d’acqua». (l.c.)