Appalto Asl pilotato, il giudice: due anni per Mattucci e Dolce

4 Febbraio 2022

L’ex presidente e la coordinatrice della cooperativa La Rondine formalizzano la pena concordata Si va verso la richiesta del processo per il manager Asl e la coop, in relazione ai rapporti con Trotta

PESCARA. Arriva l’ufficialità del giudice per l’udienza preliminare, Antonella Di Carlo, per il patteggiamento a due anni di reclusione (pena sospesa e non menzione), dell’ex presidente della cooperativa sociale La Rondine di Lanciano, Domenico Mattucci, e per la coordinatrice della stessa società, la psicologa Luigia Dolce.
Ieri mattina, alla presenza dei legali degli imputati (Augusto La Morgia, Matteo Cavallucci, Giuliano Milia e Marco Spagnuolo), il giudice ha formalizzato la pena nei termini che erano stati a lungo concordati dai difensori con i due magistrati presenti ieri in aula: Anna Benigni e Luca Sciarretta, titolari dell’inchiesta che sollevò il velo su un appalto pilotato da 11 milioni di euro per le residenze psichiatriche extra ospedaliere che la Asl, anche con la complicità dello psichiatra Sabatino Trotta, aveva affidato alla Coop sponsorizzata dallo stesso psichiatra della Asl che si è tolto la vita in cella lo scorso 7 aprile, giorno del suo arresto.
Per la procura di Pescara questi due patteggiamenti, preceduti da ampie e dettagliate confessioni su diversi fatti di corruzione che guidarono questo affidamento milionario alla Coop La Rondine, cristallizzate peraltro in un incidente probatorio, costituiscono la prova della bontà delle indagini svolte dagli uomini della guardia di finanza del colonnello Luca Lauro.
Una inchiesta che però ha avuto, nell'inatteso suicidio di Trotta, il suo ostacolo più grosso ai fini di una più compiuta indagine che avrebbe potuto toccare anche il livello della politica. Ma l’improvvisa scomparsa di Trotta ha tagliato le gambe all’indagine riguardo ai contatti politici, e quella pagina dell’inchiesta è stata per forza di cose abbandonata.
Il passaggio dei soldi dalla Coop a Trotta è stato comunque sempre ammesso da Mattucci e Dolce: d’altronde lo psichiatra e dirigente Asl aveva contatti stretti e amicali con i vertici Asl e con la politica, per cui ogni sua richiesta si cercava di esaudirla. Dai soldi (nelle carte processuali si parla di 50 mila euro in contanti) ai regali preziosi come un orologio Rolex, peraltro mai trovato dagli investigatori.
Ma comunque Trotta era l'uomo ritenuto in grado di poter guidare, anche dall'interno della Asl, quell’affidamento milionario in favore della Coop che all’epoca era presieduta da Mattucci.
Una inchiesta complessa che ha portato a dei risultati che si concretizzano proprio con il patteggiamento di ieri, che chiude un capitolo di questa inchiesta.
Ne resta aperto un altro, da poco confezionato dai due magistrati, che riguarda l'attuale direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi, al quale viene contestato il reato di corruzione per l’esercizio della funzione, in relazione alla sottoscrizione dell’appalto incriminato.
Benigni e Sciarretta si apprestano infatti a predisporre la richiesta di rinvio a giudizio, dopo aver stilato tempo fa l’avviso di conclusione delle indagini (escludendo la posizione di Antonio D'Incecco e Anna Rita Simoni che erano i due componenti della commissione di gara) a carico del solo Ciamponi, come detto, e della Coop La Rondine, in qualità di persona giuridica, imputata per violazione del decreto legislativo 231, in relazione al ruolo che svolsero Mattucci e Dolce nel corrompere Trotta per ottenere l'appalto. Questione che ora dovrà passare al vaglio del giudice per l'udienza preliminare.
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