Appalto per il cimitero In sette subito a processo
La gara di Francavilla considerata sospetta: disposto il giudizio immediato Imputati il dirigente regionale Sorgi e il segretario della commissione Giordano
PESCARA. Per il giudice per le indagini preliminari la prova è evidente e, accogliendo la richiesta del pm, ha disposto il giudizio immediato per i sette coinvolti nell’inchiesta chiamata “Re Sole”, quella che il 30 settembre 2014 portò agli arresti ai domiciliari di Antonio Sorgi, all’epoca alto dirigente della Regione Abruzzo e capo della Direzione Affari della presidenza. L’inchiesta della procura dell’Aquila e le cui indagini sono state svolte dalla Squadra mobile di Pescara alla guida di Pierfrancesco Muriana ruotava attorno all’appalto da 2.4 milioni di euro dell’ampliamento del cimitero di Francavilla: un appalto, secondo la procura, considerato pilotato. Il giudizio immediato, in cui quindi si passerà direttamente al dibattimento saltando la fase preliminare, è stato disposto per le sette persone coinvolte nell’inchiesta: il dirigente Sorgi, anche nelle vesti di amministratore «di fatto» – annota la procura – della società Lt Progetti, per il direttore tecnico di una società Giovanni Vaccarini, nato in provincia di Foggia e residente a Pescara, e per un altro direttore tecnico di una società, Antonio Di Ferdinando, residente a Giulianova. Giudizio immediato anche per Antonio Giordano, funzionario del Comune di Francavilla e anche segretario della commissione aggiudicatrice nella procedura di gara del cimitero di Francavilla. Non ci sarà l’udienza preliminare anche per Roberto Olivieri, dirigente del Comune di Francavilla e presidente della commissione di gara per l’ampliamento del cimitero, per Antonio Forese di Città Sant’Angelo e componente della commissione di gara e per Graziano Cialfi, residente a Francavilla e sempre componente della commissione di gara.
Sorgi, Giordano, Vaccarini e Di Ferdinando sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione perché, come recita il capo d’imputazione, avrebbero «condizionato con le loro influenze e conoscenze anche all’interno degli uffici pubblici l’affidamento di commesse mediante il loro intervento sulle procedure di evidenza pubblica». Tutti i sette imputati sono accusati di turbativa d’asta mentre Olivieri, Cialfi, Giordano e Forese devono rispondere di falso. Per i sette imputati il processo comincerà all’Aquila il 6 novembre alle 9.
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