Apre dopo 21 anni il Ponte Sant’Angelo

Il presidente della Provincia, Di Marco, inaugura il primo dei collegamenti sul Saline tra Montesilvano e Città Sant’Angelo
MONTESILVANO. «Questo è un giorno importante perché inauguriamo un’opera molto attesa che decongestionerà il traffico migliorando la vita di tantissime persone». Con queste parole il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, ha ufficialmente aperto al traffico il nuovo ponte sul Saline, la prima delle tre infrastrutture da 15,8 milioni di euro di fondi Cipe che collegheranno i comuni di Montesilvano e Città Sant’Angelo.
Alla presenza di tanti amministratori attuali e del passato, e di circa 120 studenti delle scuole dei diversi ordini e gradi del territorio pescarese, ha preso dunque vita il Ponte Sant’Angelo, nome che gli è stato attribuito dalla classe II D dell’Istituto comprensivo Spaventa di Città Sant’Angelo. L’infrastruttura collega la nuova lungofiume Saline (venendo da via Tamigi), all’altezza del depuratore di Villa Carmine di Montesilvano, con la lungofiume di Città Sant’Angelo, in corrispondenza del chilometro 2+530. Si tratta di un’opera pubblica che gli automobilisti dei due comuni e delle aree interne attendono da oltre 21 anni. Come ricordato da Di Marco, infatti, era il 1997 quando si iniziò a parlare per la prima volta dell’esigenza di costruire un nuovo ponte per rendere più fluido il traffico.
Bisognerà aspettare però il 2006 per l’ottenimento del finanziamento statale, il 2010 per l’aggiudicazione definitiva dei lavori da parte della ditta Di Prospero e il 2013 per la posa della prima pietra. Ma anche il quel caso il cantiere non partì a causa di una necessaria rimodulazione complessiva dell’opera avvenuta nel 2015, e dunque la consegna definitiva dei lavori è poi slittata al settembre del 2016 e resa possibile anche grazie alla decisione di sforare il Patto di Stabilità. A distanza di quasi due anni, quindi, il Ponte Sant’Angelo è ormai realtà: si tratta di una infrastruttura lunga 110 metri, composta da tre campate, ognuna delle quali poggia su 4 travi da 34 metri per 1,80 e del peso di 80 tonnellate. «La caratteristica fondamentale del ponte», ha spiegato il direttore dei lavori Mario Traversini, «è di essere un ponte sismicamente isolato i cui benefici sono la riduzione delle azioni sismiche e l’eliminazione dei giunti trasversali ridotti da 4 a 2, che comporta una maggiore durata della struttura e minori obblighi di manutenzione, oltre a un maggiore confort per chi percorrere il viadotto». Prima del taglio del nastro, al quale hanno partecipato anche l’assessore ai lavori pubblici Valter Cozzi per il Comune di Montesilvano e il presidente del Consiglio comunale Franco Galli per quello di Città Sant’Angelo, Di Marco ha deposto tutti i dati tecnici e la lunga storia dell’opera pubblica in una capsula sigillata ermeticamente che è stata poi inserita e cementata nella struttura del ponte.

