Aprire un negozio diventa più facile

In 149 articoli la Regione detta le regole, ecco le principali
PESCARA. Dà lo stop a nuovi centri commerciali, perdona chi per resistere alla crisi non è in regola con i contributi e valorizza i negozi storici. Il Testo unico del commercio è stato approvato dal consiglio regionale tre giorni fa con un voto trasversale. E’ composto da 149 articoli che cancellano 42 vecchie leggi delle 76 vigenti.
Il Centro lo ha letto e lo illustra per farlo conoscere il più possibile. Il Testo unico disciplina il commercio al dettaglio in sede fissa, quello all'ingrosso, la somministrazione di alimenti e bevande, il commercio su aree pubbliche, le attività fieristiche, la vendita di stampa quotidiana e periodica e infine la rete di distribuzione dei carburanti. Si basa su cinque principi fondamentali: trasparenza del mercato, la libertà di impresa, libera circolazione delle merci, libera concorrenza e corretto equilibrio tra imprese di diverse dimensioni, anche al fine di salvaguardare i livelli occupazionali.
Entriamo così nel merito della nuova legge sul commercio spiegandone gli articoli più importanti e innovativi.
A CHI RIVOLGERSI. L'articolo 19 conferma che «lo sportello unico per le attività produttive (Suap) rappresenta per il richiedente l'unico punto di accesso relativo a tutti i procedimenti amministrativi che riguardano le attività commerciali». E gli articoli 43, 44 e 45 ribadiscono la differenza tra vendite di liquidazione, promozionali e di fine stagione.
SVENDITE E SCONTI. Le vendite di liquidazione «sono effettuate dall'esercente al fine di eliminare, in breve tempo, le proprie merci per cessazione definitiva dell'attività commerciale. È possibile farle in un qualunque momento dell'anno ma per una sola volta l’anno». Le vendite promozionali debbono essere invece «presentate al pubblico con adeguati cartelli che indicano prezzo medio praticato prima della vendita promozionale, nuovo prezzo e sconto espresso sia numericamente che in percentuale».
Questo tipo di vendite può essere effettuato durante tutto il periodo dell'anno «ma l'offerta dei prodotti non può superare la misura del 30% delle merci presenti nel punto vendita». Infine per quanto riguarda i saldi, il testo unico ribadisce che «possono essere effettuati solamente in due periodi dell'anno, della durata massima complessiva di 60 giorni per ciascun periodo».
CHI SGARRA. L'articolo 62 regolamenta i principi generali sulla decadenza, la sospensione e la revoca dei titoli che abilitano al commercio. Il secondo comma di questo articolo sembra essere molto chiaro e prevede che la licenza venga sospesa nel caso «di violazione delle prescrizioni in materia di sorvegliabilità dei locali e di tutela dall'inquinamento acustico». In questo caso il Comune «provvede a sospendere le attività di somministrazione di alimenti e bevande per un periodo non superiore a 90 giorni, salvo proroghe».
BANCARELLE. Il capitolo più ampio del nuovo testo unico riguarda il commercio itinerante. Di interesse collettivo, in questo caso, è l'articolo 82 a stabilire che questa attività «è consentita su qualsiasi area pubblica non interdetta dal Comune, e su qualsiasi area pubblica appositamente individuata e autorizzata dallo stesso ente, nonché su aree private adeguatamente attrezzate, concesse in uso pubblico».
Subito dopo, nell'articolo 96, troviamo una delle principali novità della nuova legge.
SOLO DUE ANNI. L'esercizio dell'attività di commercio su aree pubbliche, e private ad uso pubblico, compresi mercati, fiere, manifestazioni straordinarie, è subordinato al possesso della Carta di esercizio e dell'Attestazione annuale. Su quest'ultimo documento si concentra il legislatore regionale apportando una novità assoluta perché: «l'Attestazione annuale (il Durc), rilasciata dal Comune o dalla Camera di commercio, deve comprovare l'assolvimento degli obblighi previdenziali ed assistenziali previsti dalle vigenti normative sulle attività di commercio su aree pubbliche esercitata negli ultimi due anni».
Solo 2 anni. Per gli anni precedenti quindi non è più necessario dimostrare di essere in regola con gli obblighi previdenziali e assistenziali: è una deroga che riconosce ai tanti commercianti abruzzesi l’impegno profuso nei periodi di maggiore crisi perché non è detto che chi non è riuscito a rispettare quegli obblighi di pagamenti sia un imprenditore poco serio. Un altro articolo interessante è il numero 100 che elenca gli impegni a carico dei Comuni.
AL LAVORO. I Comuni, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del nuovo Testo unico, sentite le associazioni, devono procedere al riordino del settore del commercio e in particolare «provvedere a regolamentare le fiere, i mercati e i posteggi fuori mercato esistenti o da istituire, le modifiche o le razionalizzazioni con le relative nuove aree a disposizione dei commercianti». Così come devono provvedere alle «eventuali determinazioni di carattere merceologico, previa una approfondita indagine delle esigenze del territorio».
A TUTTA CORRENTE. L’articolo 132 punta invece sulle nuove tecnologie perché per gli impianti di distribuzione di carburante, impone «per quelli nuovi o gli esistenti da ristrutturare, le infrastrutture per la ricarica elettrica».
Andiamo avanti. Oltre alle regole che stabiliscono i requisiti per entrare nella élite dei negozi storici (vedi l'articolo in basso), il Testo unico del commercio, nella sua parte finale, dispone un’altra novità assoluta che ritroviamo nell'articolo 146 e riguarda le aperture di nuovi centri commerciali sospese per i prossimi tre anni.
IL PIT STOP. E’ come la casella del Monopoli che impone di restare fermi un turno.
Il 146 infatti dice che: «Sino all'adozione del primo Piano regionale di programmazione della rete distributiva del commercio, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, non sono consentite richieste di autorizzazioni commerciali relative a grandi strutture di vendita, a parchi commerciali, outlet e factory outlet center».
Ma non finisce qui perché per il grande commercio sono anche «sospesi i procedimenti per il rilascio di autorizzazioni compresi quelli pendenti alla data di entrata in vigore del nuovo Testo unico». E i negozi sotto casa ringraziano.

