Area di risulta, comincia la corsa contro il tempo

28 Settembre 2018

Dodici milioni di euro del Masterplan da impegnare entro il 31 dicembre 2019 All’esame dell’amministrazione anche il destino del Dopolavoro ferroviario

PESCARA. La corsa contro il tempo per riuscire ad avviare le procedure della gara d’appalto del maxi progetto delle aree di risulta, lasciato in eredità dall’ex assessore Stefano Civitarese, è cominciata con l’analisi in consiglio comunale del piano di fattibilità tecnico-economica del parco centrale e della variante al piano regolatore generale per la riqualificazione e la trasformazione urbana della zona di 13 ettari che si allarga intorno alla vecchia stazione ferroviaria. Sulle opere, destinate a cambiare il volto al cuore della città, pende tuttavia una pioggia di emendamenti: 130 presentati da Forza Italia e Lega e ben 400 da parte del Movimento 5 stelle. Per il sindaco Marco Alessandrini e la sua maggioranza, la scadenza da rispettare è il 31 dicembre 2019: data entro la quale dovranno essere impegnati i 12 milioni di euro di finanziamenti regionali compresi nel Masterplan. In caso contrario, infatti, queste risorse preziose saranno perdute.
I COSTI. Parliamo di un gruzzoletto che ammonta a 57 milioni di investimenti tra somme messe sul piatto dal privato (circa 44 milioni 935mila) e denaro pubblico (12 milioni). La sinergia tra pubblico e privato è un «indispensabile corollario», ha spiegato ieri mattina in aula Alessandrini, «per garantire la sostenibilità economica e finanziaria del progetto, attraverso forme di partenariato virtuose che siano rispettose delle norme ma che consentano al tempo stesso di ottenere un ragionevole utile». In cambio dell’esborso economico, infatti, chi si aggiudicherà il bando per la riqualificazione delle aree di risulta riceverà la gestione per i prossimi vent’anni delle cosiddette attività a tariffa: parcheggi, spazi commerciali e di servizio al verde. «Il giro d’affari complessivo di questa operazione», sottolinea Alessandrini, «è pari a 153 milioni di euro tra entrate e uscite, spese per la sicurezza e la manutenzione e bonifica del terreno, mentre l’utile netto in capo all’operatore privato è pari a 23 milioni di euro in vent’anni». CHE PREVEDE IL PROGETTO. Il maxi progetto che il centrosinistra ambisce a lasciare in eredità ai pescaresi ruota attorno al parco centrale, adibito a verde pubblico, ampio circa 7 ettari. Intorno strutture commerciali leggere (1.000 metri quadri di padiglioni), due edifici privati (6.000 metri quadri complessivi per abitazioni e uffici) posti alle estremità nord e sud, due silos per i parcheggi multipiano in superficie ai margini dell’area (1.600 posti auto) e un’area di sosta interrata accanto alla stazione (400 posti). Prevista anche la realizzazione dei terminal per gli autobus urbani ed extraurbani, un tratto di strada interrato per ospitare gli stalli dei bus nel sottosuolo e che porterà alla rotonda di via Silvio Pellico e, infine, un percorso pedonale di collegamento dalla stazione a corso Umberto (5.000 metri quadri).
LA SOSTA. I 2.000 posti auto compresi nel grande parco centrale saranno sottoposti a una tariffazione differente rispetto a oggi, organizzata in fasce orarie e abbonamenti. Le tariffe orarie sono distinte in una fascia diurna e una notturna: dalle 7 alle 21 si pagherà 1,50 euro all’ora (non frazionabile), 1 euro per la seconda e terza ora (frazionabile alla mezz’ora), 0,70 per le ore successive, 8 euro in caso di sosta per l’intera giornata. Dalle ore 21 alle 7 del giorno successivo, invece, costerà 0,50 l’ora oppure 4 euro per tutta la notte e 9 euro in caso di sosta continua per 24 ore. Una volta partito il restyling delle aree di risulta sarà rivoluzionata anche la sosta nelle strade comprese nel centro commerciale naturale, molte delle quali diventeranno a pagamento. Tra tutte spicca un ampio tratto della riviera nord, dall’incrocio con viale Muzii fino a via Foscolo, che verrà a costare 2 euro all’ora (frazionabili alla mezz’ora) di giorno e 1 euro ogni ora di notte, ma soltanto per i non residenti.
IL DOPOLAVORO. Tra i nodi all'esame del consiglio c'è anche il futuro assetto dell’area del Dopolavoro ferroviario, a oggi non compresa nel progetto. «Con un emendamento», ha spiegato Alessandrini, «andremo a fare una modifica, consentendone la permanenza anche dopo la riqualificazione».