Area di risulta da trasformare: due gruppi interessati a investire

Dopo i sopralluoghi, è da verificare se presenteranno la proposta per l’intervento da 56 milioni di euro Masci: «È un progetto di grande qualità urbanistica, ci auguriamo che ci siano partecipanti al bando»
PESCARA. Mancano due settimane. Scade il 15 febbraio il bando di gara europeo per la riqualificazione delle aree di risulta dell’ex stazione ferroviaria pubblicato il 2 luglio 2021 e il cui termine ultimo, fissato inizialmente al 29 novembre 2021, è stato prorogato a quest’anno. C’è attesa, e ci sono anche grandi aspettative, per questa scadenza tanto più che due realtà si sono mostrate interessate al bando, hanno approfondito la questione e eseguito il sopralluogo sulle aree, come previsto. Ora si dovrà vedere se riterranno l’intervento realizzabile e conveniente.
«Ora ci auguriamo che ci siano dei partecipanti al bando e lo sapremo il 15 febbraio, quindi non possiamo che aspettare la scadenza», dice il sindaco Carlo Masci ricordando la data imminente. «È un progetto particolare, di grande qualità urbanistica», prosegue il primo cittadino, «un progetto di sostenibilità ambientale che andrà a riqualificare la città» con un intervento consistente, il cui quadro economico è da 56 milioni di euro (di cui 15 milioni e 900 mila euro di fondi regionali).
«Abbiamo dato uno scossone importante» a questa riqualificazione, «promuovendo una gara pubblica e individuando gli interventi da realizzare non solo formalmente ma anche con una struttura possibile per andare in gara. Insomma, la strada è stata avviata, il cono si va restringendo e mi auguro che si definisca adesso», anche se la gara in corso è uno dei tentativi che l’amministrazione comunale può portare avanti ma se ne possono ipotizzare anche altri, nel caso in cui non dovessero arrivare proposte progettuali, con il relativo piano economico-finanziario, da parte degli operatori economici. C’è un piano b, insomma. Si potrebbe seguire la strada dell’intervento pubblico oppure continuare a puntare sui privati ma in questo momento si tratta solo di ipotesi perché è tutto legato alla scadenza del 15 febbraio.
L’area di risulta è stata ridisegnata così, dalla giunta di centrodestra. Sui 13 ettari che le amministrazioni comunali hanno immaginato di trasformare dal 2002 in poi, sono previsti un grande parco centrale da 66mila metri quadrati che, per dimensioni, è secondo solo alla pineta dannunziana, in città, con fontane ed elementi di arredo di pregio, 2.500 posti auto per la sosta, interrati e a silos (ne sono previsti due), un nuovo terminal bus, aree commerciali e residenziali, infrastrutture di viabilità e trasporto consistenti in una strada urbana verde di quartiere, una pista ciclabile di riconnessione e di completamento di quella esistente, un passaggio pedonale di collegamento tra il parcheggio interrato e la stazione.
Tra le particolarità, una cupola geodetica e una pista da sci e snowboard, su manto sintetico e con un sistema di risalita tramite tapis roulant. Chi si occuperà dell’intervento, dalla progettazione alla realizzazione fino alla gestione, porterà avanti anche la gestione dei posti auto, compresi quelli del centro città.
Il valore stimato della concessione è di 160 milioni. I tempi dei lavori, 3 anni.
«Questa è la strada individuata, praticamente da sempre», da quando si è cominciato a parlarne. «Noi l’abbiamo attuata e portata avanti, terminando la procedura», dice Masci. «E penso che ci siano tutte le condizioni acché ci sia qualcuno che possa rispondere. Sicuramente il progetto cambierà il volto dell’area: ci sono tutte le condizioni per procedere, e ora la realizzazione del progetto è in mano al mercato».
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